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Sogni.

“Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni.”
Vincent Van Ghog

Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

tutti ti vogliono bene, sono anni che allieti con i tuoi regali tutti noi e non sei mai stanco di aiutarci!

I bambini ,e non solo loro, ti aspettano sempre, sono anni che conosco bene le tue origini e la tua “storia” ma mi piace sognare che tu esista e che possa esaudire le nostre richieste, non sono bravo a scrivere, ma tenterò di farmi capire.

Vorremmo chiudere gli occhi e aprirli in un Mondo…

…dove non  esistesse disparità tra i popoli, dove ognuno avesse da mangiare, dove non ci fossero bambini orfani o abbandonati, dove i governi pensassero ai popoli e non ai loro interessi, dove l’aria fosse pulita, il mare trasparente, le montagne con la neve candida e non “profumata” di petrolio;

…dove non esistesse la solitudine, la depressione, l’ansia per il lavoro ma famiglie con una vita tranquilla e speranze per il futuro;

…dove esistessero scuole e università attrezzate , con un campus per gli studenti e non “arrangiate” in locali inadeguati;

… dove esistessero Regioni, Comuni, Province con finanziamenti adatti alle loro funzioni, dove tutti pagassero le tasse e non fossero “contenti” di evaderle, con impiegati disponibili e contenti, fieri del proprio lavoro e sereni nel portarlo a termine;

…ospedali completi e non “frazionati” , con tutte le attrezzature medico -chirurgiche all’altezza della sanità privata e non “mancanti” per favorire pochi a danni dei tanti che soffrono.

So che chiediamo molto, ma, caro Babbo Natale, queste sono solo le più semplici, ma importanti cose che nella vita consentono di essere sereni.

Grazie per l’aiuto che potrai darci!

Buon Natale.

Gennaro Caparco

Papa: non perdiamo la capacità di sognare…

“Il sogno è un posto privilegiato per cercare la verità, perché lì non ci difendiamo dalla verità. Vengono, e… E Dio anche parla nei sogni. Non sempre, perché di solito è il nostro inconscio che viene, ma Dio tante volte scelse di parlare nei sogni”.
Commentando poi il passo del Vangelo (Mt 1,18-24) dell’angelo apparso in sogno a san Giuseppe, Francesco ha detto che san Giuseppe era un uomo concreto, ma con il cuore aperto, “l’uomo dei sogni”, non “un sognatore”. “Il sogno è un posto privilegiato per cercare la verità, perché lì non ci difendiamo dalla verità. Vengono, e… E Dio anche parla nei sogni. Non sempre, perché di solito è il nostro inconscio che viene, ma Dio tante volte scelse di parlare nei sogni. Lo fece tante volte, nella Bibbia si vede no? Nei sogni. Ma Giuseppe era l’uomo dei sogni, ma non era un sognatore, eh? Non era un fantasioso. Un sognatore è un’altra cosa: è quello che crede… va… sta sull’aria, e non ha i piedi sulla terra. Giuseppe aveva i piedi sulla terra. Ma era aperto”….
                                                                                                                                                                                                      Papa Francesco
                                           Buon Natale.

Emozioni, riflessioni: “Insoddisfazione”.

In questi giorni in televisione scorrono le immagini di persone afflitte da gravi malattie, medici, giornalisti, attori, cantanti fanno a gara per “invitare” le persone a partecipare contribuendo per una giusta causa: l’aiuto alla ricerca.

E’ cosa buona e giusta!

Ci intristiamo a vedere bambini affetti da malattia non ancora “catalogate”, gioiamo nell’ascoltare storie di giovani che ce l’hanno fatta, non si contano i quadri delle statistiche dove vengono riportati i gravi problemi che affliggono l’ambiente e la nostra Terra.

E’ Natale e tutto siamo più buoni, la ricerca ha bisogno del nostro aiuto, molti rispondono all’appello, la cifra aumenta  e intimamente siamo contenti.

Ma… non basta!

C’è sempre un “ma” nella nostra vita,  direttamente proporzionale in me cresce la rabbia, l’insoddisfazione di essere “impotente”, vivo nella “Terra dei fuochi” dove per la ricchezza di pochi siamo stati “avvelenati” per anni e mai fermati da qualcuno, non passa giorno quando siedo a tavola che non mi domando se quello che sto per mangiare non sia inquinato, quando piove invece di ringraziare guardo la mia auto o i panni stesi ad asciugare ricoperti di piccole particelle oleose, esco di casa e quando c’è vento, non c’è nell’aria la pulizia atmosferica ma la “puzza” di chissà quale rogo acceso in qualche discarica.

No, non bastano le sollecitazioni televisive di questi giorni a ricordare che bisogna fermare lo scempio di tutti i giorni; abbiamo perso il senso della realtà, si vive l’attimo, ci stiamo abituando ad avere notizia di persone decedute per un brutto male e a nascondere la nostra preoccupazione e l’intima paura che potrebbe capitare anche a noi!

Lo Stato dovrebbe essere una famiglia, dovrebbe tutelarci, noi dovremmo tutelarci perché lo Stato siamo noi! Purtroppo siamo presi da tante altre cose e ce ne dimentichiamo troppo spesso, facendoci ancora del male!

 

Gennaro Caparco

 

Sogni.

“Questo è il mio mondo. Ogni romanzo racconta qualcosa: seguite i dettagli, perchè sono i dettagli che rendono ogni cosa unica”

Sogni.

Tutti gli uomini sognano. Non però allo stesso modo. Quelli che sognano di notte nei polverosi recessi della mente si svegliano al mattino per scoprire che il sogno è vano. Ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, giacché ad essi è dato vivere i sogni ad occhi aperti e far sì che essi si avverino. (Thomas Edward Lawrence)

Sogni.

Un vincitore e’ solo un sognatore che non si e’ arreso.

Sogni.

“Dal vero al sognato, non corre altra differenza, se non che questo può qualche volta essere molto più bello e più dolce, che quello non può mai.”

Giacomo Leopardi

Emozioni, riflessioni: il disagio.

Il disagio da molti conosciuto e vissuto, ma da pochi sviscerato ed evidenziato, anzi per meglio dire, occultato!

Che cos’è il disagio?

“diṡàgio s. m. [comp. di dis-1 e agio]. – 1. a. Mancanza di agi, di comodità e sim.; condizione o situazione incomoda: soffrire, patire, sopportare disagi di ogni specie; affrontare i d. di una lunga navigazione; stava a d. in quella sedia troppo stretta per lui. b. Senso di pena e di molestia provato per l’incapacità di adattarsi a un ambiente, a una situazione, anche per motivi morali, o più genericam. senso d’imbarazzo: è un luogo, una compagnia, in cui mi trovo a d.; quei discorsi misero a d. tutti i presenti; davanti a lui mi sento sempre a d.; il suo modo di guardarla la metteva a disagio….”

(Fonte: Treccani.it)

Si vivono molte condizioni di disagio, giovanile, amoroso, lavorativo, ma il più delle volte si cerca di sminuirlo, anzi, ancora di più, di non manifestarlo, con il risultato che chi lo vive, è perennemente in uno stato di agitazione, comportandosi quasi “normalmente” e chi sta vicino cerca di non evidenziarlo, con l’indifferenza.

Qual è il risultato?

Il risultato è quasi sempre , uno stato continuo di profonda intolleranza “latente” verso gli altri che non si scatena subito, ma può scattare, non appena una scintilla si innesca, provocando danni a se e agli altri.

Ieri mi trovavo in una libreria, c’era un ragazzo di circa dieci anni con la madre, stavano scegliendo un libro da regalare, il ragazzo era compulsivo passava da un espositore all’altro, prendendo e sfogliando il libro, poi lo passava alla madre che puntualmente lo bocciava, ma lui dopo averlo riposto, cambiava espositore senza una ragione e ne sceglieva un altro sempre utilizzando la stessa tecnica, era incalzato dalla madre, “era tardi”, “dovevano andare a mangiare”, “doveva fare presto” e lui sembrava quasi provare piacere nel provocare queste reazioni, dopo aver scelto un libro, si mettono in fila per la cassa e qui, il ragazzo inizia una serie di peti a ripetizione, di piccola intensità, ma sonori, avvertiti da tutti presenti, la madre guardava verso l’alto, fino all’ennesimo peto puzzolente, solo allora si rivolge al ragazzo “ma che stai facendo” e lui “io, niente” sorridendo, in quel momento entra il padre, protesta per l’attesa all’esterno, scaricando un fiume di parole sull’inutilità di un libro da regalare, sul tempo che ci era voluto per sceglierlo e il ragazzo si estranea, non ascolta i genitori, guarda un punto lontano della parete dietro al libraio alla cassa indifferente alle rimostranze dei genitori, sfogliando con nervosismo il libro scelto, fino al raggiungimento del pagamento, dove sembra quasi risvegliarsi da quel torpore ed è li che da il meglio di se, continuando a scaricare “gas” nell’aria a ripetizione sempre più forti.

I nostri sguardi erano evidenti, solo allora la madre sembra accorgersi di quanto stava accadendo, paga nervosamente, mentre il padre strattona il ragazzo e lo porta fuori, ma per loro “quel suo e nostro disagio” era inesistente, nessuno di noi presenti si è permesso di rimproverarlo, ma è altrettanto vero che questo comportamento, non da una risposta a quel ragazzo, il suo disagio era evidente, sintomo di un qualche malessere “vissuto”  e dagli altri “coperto”!

 

Gennaro Caparco

Sogni.

“Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni. Non pensate alle vostre frustrazioni, ma al vostro potenziale irrealizzato. Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare.”
Papa Giovanni XXIII