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Il rumore del silenzio

Ascolta il brano d’inizio dell’audiolibro – Capitolo 1 – “La scelta”

 

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Elenco dei capitoli, con il brano d’inizio:

Capitolo 1 – La scelta

…”…Poi, la possibilità di liquidare gli altri per quella proprietà, mi aveva acceso una luce, piccola, ma pur sempre una luce, nel buio totale dove stavo ricadendo.

Con parte dei miei risparmi, liquidai gli aventi diritto, e mi trasferii.

Molti allora mi hanno dato del pazzo, senza mai dirmelo, lasciavo la città per un villaggio, ma francamente non mi importava nulla….”…

Capitolo 2 – La sorpresa

…”…Feci portare gli antipasti a tavola, ed eccoli, come i grani di un rosario, Elio, Dora e Lia, sorridenti

– Ciao ce l’abbiamo fatta.

Ero sorridente

– Finalmente!

Poi guardai Lia, aveva una gonna lunga leggerissima, una camicetta a fiori e un foulard che le cingeva il bel collo

– Sei bellissima!

Arrossì

– Grazie

Entrando, si stava per scontrare con Kassam, ma grande fu lo stupore, quando disse

– Dottoressa, lei qui….”…

(costo 3 €)

Capitolo 3-  Il chiarimento

…”…E’ rientrata stamattina, ma mi ha chiamato e sono corsa ha la febbre alta e continua a chiamarti

Questo mi bastava

  • Dove sei, dimmi che vengo subito
  • Sono in città alla via……………….
  • Arrivo

Il tempo di vestirmi e già ero in auto, con il cellulare inserii la strada, e dopo venti minuti mi trovai sotto casa, suonai il campanello

  • A che piano?
  • L’ultimo…”…

(costo 3 €)

Capitolo 4-  La chiusura

…”…Tornai a casa, dopo il lavoro, verso mezzanotte, mi sembrava così vuota da una vita, sentivo il suo profumo, se chiudevo gli occhi il suo viso, i suoi occhi, le sue labbra, presi il cellulare

“Ti voglio bene, buonanotte”

“Buonanotte, mi manchi”

E mi addormentai tra le sue coperte, con il suo profumo.

Quella mattina,

… e chi se la dimentica per tutta la vita, era il giorno del mio trentaseiesimo compleanno, stavo ancora vestito come la sera a letto, all’improvviso sento bussare alla porta con una certa violenza, mezzo addormentato non realizzai subito, immaginavo di sognare o di avere un incubo, ma ad un tratto

– Aprite, carabinieri!…”…

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Capitolo 5-  L’incendio

…”…- Vero, ma è altrettanto vero, che così limitiamo la possibilità di farti fuori nel frattempo, avremo tanto tempo davanti a noi, che ne dici?

Non faceva una piega, non mi faceva piacere, ma dovevo fare così.

– Va bene, faremo così, come dici tu.

– Un’altra raccomandazione, non devi chiamare nessuno, sarai isolato, e avrai notizie solo da me.

– Va bene, ti voglio bene.

– Anch’io, ora vai e parcheggia l’auto senza che possa essere individuata.

La baciai a lungo e andai via.

Quella notte non riuscii a dormire, a casa sua, tutto mi parlava di lei, ed io, che avevo fatto?

Avevo messo tutto a repentaglio!…”…

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Capitolo 6-  La gioia

…”…Li seguii di mala voglia, ma non me la sentivo di dire di no, uscimmo dal locale, Ernesto chiuse a chiave e mi fecero entrare nel portone di fianco al locale, c’era un atrio molto luminoso, con dei marmi bianchi ai alti e in fondo, circa a due metri dal portone, una vetrata che portava in un piccolo giardino con degli alberi di arance e mandarini, li vedevo dai vetri, era alto circa quattro metri l’ingresso, feci mente locale e mi resi conto che era il giardino di fianco al cortile del locale, a sinistra entrando, c’era una scala, una decina di gradini, Ernesto stava davanti e Adele mi teneva ancora per mano, apri un bel portoncino lucidissimo e mi fecero entrare

– Ma questo cos’è?…”…

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Capitolo 7-  La proposta

…”…- Vedi, è arrivata l’ora di fermarci, dobbiamo cercare di goderci questi altri anni che il Signore ci vuole dare, io e Adele sono mesi che ne parlavamo, vorremmo vendere tutto, non darla in gestione ma vendere, dare un taglio netto. Prima che tu arrivassi, l’avevamo fatta valutare con l’appartamento sopra, e per lo stato e il luogo, avevano detto che poteva valere sui trecentomila euro, ma dissero che comunque sarebbe stata difficile la vendita. Ora, ci accontenteremmo anche di meno, ma è arrivato il momento. Scusami se te ne ho parlato, ma vedi ti trattiamo come un figlio.

Erano stanchi, lo capivo, ed implicitamente mi avevano detto quello che avevano intenzione di fare nel futuro.

Li abbracciai, e salii a casa, Lia stava già riposando e la lascia dormire, mi misi vicino al camino, come sempre e mi addormentai sul divano…”…

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Capitolo 8-  Angela

…”…Il giorno dopo lei era di servizio in questura, e io decisi di fare una passeggiata a vedere i mercatini di Natale, al Convento di San Francesco poco distante dalla città, ero libero, la trattoria era chiusa, quindi in sua attesa mi avviai verso il convento di San Francesco, vidi tante famiglie che si avvicendavano alla bancarelle, tutti incappucciati dal freddo, non c’erano solo dolciumi, ma anche artigiani che esponevano le loro creazioni, chi lavora il ferro, chi la cera, chi faceva delle lampade particolari.

In particolare mi soffermai su un banco, dove c’erano delle sculture con il legno di olivo, piccole cose ma ben fatte, dietro vidi una testa riccioluta che stava lavorando un ciocco d’ulivo, era talmente assorto dal suo lavoro, mi sembrava non sentisse nulla di quello che accadeva intorno a lui.

Con mani esperte, usava quello scalpello e il martello, mi appassionai a guardarlo, in pochi minuti, ne abbozzò una testa di cavallo, con la criniera mossa

– Bravo!

Esclamai!

Finalmente alzò la testa

– Ma tu sei Rino?

Sentendo il mio nome, rimasi senza una parola, lo guardavo, cercavo nella mia memoria di capire chi mai fosse, ma nulla, non mi veniva in mente

– Io sono, Guido.

Guido?

E chi era mai, era più grande di me, poteva avere sui quarantacinque anni, non lo ricordavo, ma stava davanti a me, era molto imbarazzante, lui mi conosceva, ma io non me lo ricordavo.

– Sono dispiaciuto, ma non mi ricordo.

Aveva notato la mia faccia stupita, la ricerca che stavo facendo, sorrise alzandosi

– Il sentiero, il serpente, l’acqua…”…

(costo 3 €)

Capitolo 9-  Il sotterraneo

…”…- Perché no, certo potrebbe essere un’idea, quando il lunedì terrai il corso di cucina, potresti invitare degli artigiani a far conoscere le proprie creazioni.

Ecco quello che avrei fatto, il giorno dopo mi recai al borgo, stavano facendo i lavori per rendere visibile la zona che era crollata, Erica aveva trovato un modo per far coprire la parte superiore con un pannello formato da tanti segmenti di silicio, che sfruttavano la luce del sole, e fornire elettricità, rimase libero il bagno, fu ripristinato e funzionante.

Poche volte ero andato a vedere la casa di Giulio, ma adesso dovevo trasformare quegli ambienti in modo da utilizzarli come botteghe artigiane, con l’aiuto di Kassam e di una squadra della comunità indiana, svuotammo quei due ambienti che si trovavano sotto il balconcino della sala di sopra, e ne ricavammo quattro box, divisi da pannelli in vetroresina.

Poi passammo alle due cantine, si trovavano lateralmente al di sotto della  casa ed erano le prime che si incontravano salendo al borgo, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per l’impegno alla trattoria, avevo sempre dato un’occhiata veloce, senza mai entrarci e invece fu li che si aprì un mondo di opportunità…”…

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Capitolo 10- I templari

…”…Li lasciai, erano quasi le 11.00, quella mattina alla trattoria, c’era il pienone delle prenotazioni a pranzo.

Stavo all’altezza del bivio, per entrare in città, quando squilla il mio cellulare

– Pronto

– Parlo con Gio’ Gennaro?

Bloccai l’auto e chi diavolo era questo, come faceva a sapere?

– Sono io.

– Bene, dobbiamo incontrarci.

– Perché?

– Non posso al telefono.

– Quando?

– Ci risentiremo.

E chiuse la telefonata.

Ci vollero cinque minuti buoni, prima che mi riprendessi, chi era quell’uomo? Come faceva a sapere? Vuole parlarmi, e perché?…”…

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