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La cultura dalle informazioni.

Oggi è difficile diffondere la cultura ma è ancor più difficile informarsi!

Cos’è la cultura?

“L’insieme delle cognizioni intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza, rielaborandole peraltro con un personale e profondo ripensamento così da convertire le nozioni da semplice erudizione in elemento costitutivo della sua personalità morale, della sua spiritualità e del suo gusto estetico, e, in breve, nella consapevolezza di sé e del proprio mondo…”

(fonte: Treccani.it)

Essa è come un grande campo arato, pronto per la semina diviso in tanti settori, i semi sono tutti diversi, ognuno genera una corrente di pensiero; chi la diffonde, condivide il suo sapere e le sue “illuminazioni” frutto di studi sul comportamento e sugli aspetti sociali della società contemporanea, chi la riceve , può decidere se “accettare”  oppure “cestinare” il frutto di studi o pensieri altrui.

Ma come si “coltiva” questo campo della cultura?

Leggendo, acquistando libri in cui si sviscerano concetti e si approfondiscono i temi relativi ai propri interessi , oppure informandosi attraverso giornali, TV e…social. E qui si apre un “mondo”!!!

Nel tempo l’informazione ha subito molte trasformazioni, all’inizio veniva fatta solo oralmente ,  con la nascita dei giornali si è andata diffondendo sempre di più,  sono sorti giornali locali, parrocchiali, regionali e nazionali.

Con l’avvento della televisione dagli anni 50 in poi, l’informazione generale nazionale è diventata abbordabile per tutti anche se, per gli approfondimenti , si ricorreva all’ informazione cartacea che dava anche  notizie inerenti le singole città.

Oggi, invece, con le nuove tecnologie informatiche, con l’avvento dei computer, dei tablet, dei cellulari di ultima generazione, stiamo assistendo, ad una informazione “mordi e fuggi”; le persone spesso non leggono neanche il contenuto dell’articolo, ma solo il titolo con il risultato di essere “portatori insani” di un’informazione deformata.

Ben vengano le nuove tecnologie, ma quando si cerca di acquisire notizie su quello che accade  basandosi sull’informazione, sarebbe bene non fermarsi solo ai titoli ad effetto dei social , perché spesso sono concepiti proprio per creare  una “disinformazione finalizzata”!

Per creare una cultura consapevole di quanto accade nella realtà che ci circonda è indispensabile che accanto al “mordi e fuggi” attingiamo notizie da mezzi di informazioni cartacee e dai vecchi, amati libri!

Gennaro Caparco

Aurora

Nel nostro immaginario mondo dei sogni, il treno ha sempre molti significati, l’attesa per una persona, la partenza verso una vita diversa, ma il nostro protagonista, inizia l’avventura già dalla banchina della stazione in attesa del treno

“Napoli, stazione dell’alta velocità.

Il marciapiedi è semi vuoto, sto aspettando la visualizzazione sui monitor per il numero delle carrozze ed è in quel momento guardandomi intorno che la noto, poco più in la, una ragazza con due valigie, arranca sul marciapiedi, una più piccola maneggevole e l’altra più grande, a vederla sembra molto pesante, riesce comunque a trasportarle nonostante una borsa a tracolla, che gioca a fare l’altalena davanti e dietro al suo corpo, lasciandola senza fiato.

Alta, quasi come me, un metro e ottanta circa, molto magra al contrario del sottoscritto, capelli neri a caschetto, età sui venticinque anni circa, pantaloncini neri, maglia bianca, fantasmini rosa e scarpe da ginnastica dello stesso colore.”

Due sconosciuti, due mondi diversi, due vite diverse

Lui

“Aggiustai il mio trolley mentre lei mi guardava, sempre più incuriosita

– Viaggi leggero?

Non era un’affermazione, ma una domanda

– Si, sto andando a fare un colloquio di lavoro.

Interessata

– Che lavoro fai?

Mi divertiva questo dialogo tra sconosciuti

– Ufficialmente sono un geometra, ma per diletto cucino.

Meravigliata, sorridendo

– E quale dei due lavori è impegnato in questo tuo viaggio?

– Entrambi!”

Lei

“- E tu? Ho visto che hai due valigie corpose, ti stai trasferendo?

Divento rossa all’improvviso, poi abbasso gli occhi e quasi sottovoce

– Si, e per sempre!

E cadde il gelo, mi morsi quasi la lingua per aver fatto quella domanda inopportuna, per fortuna arrivammo a Roma Termini”

Il viaggio, una confidenza un fatto inatteso, l’arrivo, la separazione, la sparizione, ma qualcosa di diverso li aspettava

“Sono in una stanza sopra la chiesa, tre per tre, mi è stata data come alloggio dal parroco, sono passate due settimane dal mio arrivo a Saint Marcel e dalla conoscenza di Aurora, ma di lei nessuna notizia, ho provato più volte a telefonarle, le ho inviato dei messaggi, ma nulla, zero, come se non fosse mai esistita, eppure aveva letto, ma non aveva risposto ai messaggi.

Una meteora, mi ha colpito, abbandonato e affondato!

Quando arrivai al paese, mi fermai all’ingresso per ammirare il panorama, erano delle case arroccate su di una collina, molto alta, intorno tutte montagne, dalla panoramica potevo distinguere un lago in fondo verso il confine svizzero, e già, in questa cittadina finiva il confine italiano, al centro svettava un campanile e qui conobbi Don Virgilio, un parroco d’altri tempi, ottanta anni ben portati, mi accolse con un sorriso, contento del mio arrivo preannunciato dal mio datore di lavoro.”

Il ritrovamento

“Non amavo fare il bagno nel lago, ma quella colorazione mi incuriosiva e così mi tuffai, l’acqua era calda e pulita feci delle immersioni e in effetti era come se fosse un imbuto rovesciato e non si vedeva il fondo, quella vegetazione era particolare e mentre la stavo ammirando, con la coda dell’occhio vidi non molto lontano una figura femminile che si stava immergendo in acqua.

Guardai meglio, l’acqua aveva appannato la mia vista, poi realizzai, era Aurora, stavo per urlare, mi contenni e iniziai a nuotare verso quella sponda, cercai di fare più velocemente possibile, rialzai la testa, era scomparsa.

In acqua non c’era nessuno, sulla sponda dove avevo visto dei vestiti, erano spariti, ritornai in fretta allo chalet, mi rivestii e mi avviai verso quel punto dove l’avevo vista immergersi, non c’era più nulla, solo un sentiero che si inoltrava nel bosco.

Ero eccitato, volevo trovarla ad ogni costo, mi incamminai per il sentiero e dopo quasi un chilometro arrivai sulla strada, notai sull’erba dei segni di ruote di un auto, stavolta per la strada asfaltata ritornai dove avevo parcheggiato l’auto e ripresi in senso inverso la marcia con l’auto, ad un certo punto, trovai il cartello, stavo per entrare in Svizzera.

Dopo duecento metri fui fermato da una pattuglia della gendarmeria, mi chiesero i documenti, controllarono l’auto e poi mi fecero segno di andare, ebbi un ‘intuizione

– Scusi agente, dieci minuti fa per caso è passata un’auto con una ragazza a bordo?

L’agente da serio, sorrise

– E’ la sua ragazza?

– Si, cioè no, volevo raggiungerla, non ho fatto in tempo a salutarla.

– Si.

Ringraziai e partii.”

E iniziano le avventure!

Buona lettura.

Gennaro Caparco

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

In Italia non si legge!

Le statistiche, i diagrammi di flusso, le performance di vendita, mettono in evidenza la “crisi” del libro, ma siamo certi che sia una “crisi” e non sia invece una “trasformazione” osteggiata da chi produce e commercializza i libri?

Chi legge lo fa da sempre e per sempre!

E’ un amore infinito!

E’ voglia di apprendere, migliorarsi, conoscere, sinonimo di curiosità, immedesimarsi nelle storie, sognare con i protagonisti, soffrire con loro, condividere, partecipare, evadere!

Si “evadere”, da cosa?

Dai ritmi quotidiani, dall’affannarsi della vita, dalla ricerca del lavoro al mantenimento dello stesso, la paura di perderlo, la paura di non trovarlo, in una parola,  alla continua ricerca della serenità!

Certo non è semplice, si potrebbe fare di più, si potrebbero moltiplicare le iniziative come quella di #ioleggoperchè senza però “scaricare” tutte le responsabilità sulle scuole e  per promuovere l’uso della lettura la “politica” dovrebbe assumersi delle responsabilità e dotarsi di opportune leggi per incentivare la cultura e il nostro immenso patrimonio librario italiano.

I risultati di manifestazioni nazionali sulla non lettura dei libri hanno evidenziato le cause in un campione di italiani  dei “non lettori”, i quali hanno risposto “per mancanza di tempo” e un’altra percentuale “per il costo dei libri”, entrambe le risposte non sono esaurienti e veritiere, oggi esistono sistemi per la lettura “mobile” accessibile a chiunque ed il costo del libro, sia esso cartaceo che digitale, invece di un’impennata dei costi, sono scesi  quasi a livelli di “saldi” stagionali.

Prendo in prestito il seguente postulato sulla “Legge della conservazione di massa”:

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” celebre frase pronunciata dal famoso chimico, biologo, filosofo del ‘700 Antoine-Laurent Lavoisier.

Oggi il libro non è più solo, profumo di stampa, di inchiostro fresco, di copertina platinata, spesso corredato da segnalibro stilizzato, si è “dematerializzato” diventando un documento in un adeguato formato digitale, fruibile con mezzi informatici, si è trasformato in qualcosa di “portatile” alla portata di chiunque sia fornito di notebook e portatili, tablet o smartphone.

Non è solo più cartaceo, ma si è trasformato, tant’è che:

“Quando si legge sui device
Il libro non è più, da anni, l’unico supporto attraverso cui si accede alla lettura di un contenuto (narrativo, divulgativo, di informazione, per lo studio, per affrontare problemi pratici della quotidianità, ecc.). Il 62% degli italiani (14+) dichiara di leggere attraverso i libri, il 25% ha letto un e-book e l’8% ha letto «ascoltando» un audiolibro. Riguardo ai sistemi di modalità di lettura digitale, l’eReader rimane il principale dispositivo utilizzato per la lettura (33%), seguito da vicino da tablet (26%) e smartphone (26%). Distanziato, il computer (notebook e portatili, per lo più) con il 15% delle indicazioni. A sua volta l’eReader è usato in prevalenza dalle donne (37% vs 30% uomini), così come il tablet (30% vs 23%). Solo gli smartphone risultano essere maggiormente usati da un pubblico maschile (32% vs 19%). La multifunzionalità accompagnata dalla portabilità sta spostando in modo significativo le preferenze su quali dispositivi leggere, portando tablet e smartphone a diventare i dispositivi di riferimento per leggere ma anche per cercare e trovare informazioni, notizie, servizi, ordinare e acquistare libri e ebook.”

(fonte: illibraio.it)

Il Mondo cambia, la Vita cambia ed anche il Libro è cambiato, se si riesce ad accettare questa trasformazione a tutti i livelli, se si incentivano queste nuove opportunità di trasmissione e di lettura, forse la famosa “crisi” di cui tutti parlano e sparlano in una nazione come la nostra dove molti scrivono ma pochi leggono, cambierà!

Gennaro Caparco

I sogni sono desideri!

I sogni e la loro interpretazione suscitano da sempre un grande interesse nella vita dell’uomo: ogni cultura ha sviluppato un proprio sistema di codifica e significati dei sogni per comprenderne i messaggi più nascosti. Accanto all’interpretazione strettamente “di tradizione” si è sviluppata già alla fine dell’ottocento con Freud un interesse prettamente scientifico, che negli anni ha dato vita a moltissime teorie sulle modalità,sui meccanismi fisiologici che creano il sogno e sui significati psicologici che lo avvolgono.

Sicuramente possiamo definire il sogno come un oggetto di esperienza immediato, in quanto nel momento in cui ci svegliamo il sogno diventa ricordo e subito entra a far parte della nostra esperienza trasformando il suo significato in un parte integrante della nostra vita attuale.

Nel sogno vivono sensazioni, sfumature, immagini e spesso quando lo vogliamo esprimere a parole e raccontarlo non riusciamo a trovare la parola giusta per descrivere l’esperienza provata, o magari ci succede che quando lo condividiamo con qualcuno aggiungiamo particolari, emergono prospettive che al primo ricordo non avevamo valutato, quando si passa da sogno esperienza a sogno racconto gli diamo una forma che lo renda il più possibile comprensibile.

Il sogno nel racconto diventa un divenire di emozioni e coinvolgimento sensoriale che spesso ci è necessario condividere.Condividere il sogno con una persona cara lo rende  utile alla persona stessa,anche se spesso pensiamo “chissà cosa significa? questo sogno è assurdo” in realtà il racconto ci fa riflettere su aspetti che forse ci erano sfuggiti ma che ritornano fuori, il chè significa che erano degni di nota.

Dunque possiamo guardare il sogno ” come messaggio, guida, comunicazione, opportunità, occasione.

Una specie di saggezza dell’organismo, saggezza forse propria del corpo, che ci è regalata tutte le notti nel nostro riposo:

“L’organismo comunica con sé e trasmette informazioni, spesso informazioni importantissime, informazioni che sono state trascurate nel tran-tran quotidiano, che sono state oscurate da una serie di schermi; l’organismo, potrei dire il profondo dell’organismo, il nucleo, la base, l’insieme comunica con sé (Simmons, 1994).”

“Ogni sogno è una fonte ricca di conoscenza del proprio modo di essere a livello conscio e inconscio e una guida preziosa per orientare la propria vita; sono una risorsa per spiegare e capire il passato, il presente e per intuire verso quali orizzonti la persona si sta orientando; è uno strumento di integrazione di importanti processi iniziati durante la vita di veglia e di parziale gestione dei conflitti che insorgono nell’esperienza della vita quotidiana.(Scilligo, 1988).”

In altri termini nei sogni la persona ha a propria disposizione uno strumento per rivelarsi a se stessa nei propri segreti passati, per informarsi sulla propria condizione esistenziale attuale, per illuminarsi e sperimentarsi sui probabili piani futuri e per lavorare attivamente sui problemi derivanti dai successi e dagli insuccessi nei vissuti e nelle speranze di ogni giorno.

(Fonte: psycomedia.it)

Se devi sognare, esagera! – Trilogia, terzo capitolo – Vita reale.

Ma non tutto è perduto!

La vita reale, è così, quando meno te l’aspetti, arriva un’opportunità:

” “La Diocesi ha deciso di alienare il ristorante sopra al Santuario con un bando pubblico, ho pensato opportuno fartelo sapere, l’offerta scade tra cinque giorni”

Potenza dell’Altissimo!

Ecco, avevo la mia occasione!

Conoscevo quel ristorante come le mie tasche, avevo lavorato da ragazzo in sala, era gestito dai frati del Santuario, aveva di proprietà circa tre ettari di terreno intorno, tutto recintato con alberi di castagno enormi, non conoscevo i termini del bando, ma dovevo tentare.

Risposi al messaggio:

“Grazie, mandatemi il bando tramite email”

E inviai, avevo dubbi sulla sua riuscita, ma partì!

Era destino, pensai.”

Ecco!

Ma:

“Sono venuto qui a proportelo, proprio per essere certo che nessuno tranne il Rettore e il Padre Eterno potesse ascoltarci. Ci tengo a dirtelo, in qualità di amico, che nessuno potrebbe importi di farlo, che è pericoloso, e che comunque non devi sentirti responsabile di quello che accadrà al Ristorante se venisse acquisito da queste persone.

Guardai Padre Alfonso e guardavo Fabio, onestamente non sapevo cosa rispondere, alla fine del mese avrebbero aperto le buste, certo loro per avere la certezza mi avrebbero contattato e comunque avrebbero tentato.

Ma che ci facevo qui adesso?

Era una bella giornata stamattina e ora mi trovo a dover dare una risposta che potrebbe anche costarmi la vita, poi per chi?

Si, volevo cogliere l’occasione che mi era piovuta dal Cielo, di un locale tutto mio, ma adesso?

 A quale condizioni?”

Accetterà, non accetterà, riuscirà il nostro protagonista alla fine a raggiungere l’Amore, quella con la A maiuscola?

Chissà?

Buona lettura

Per acquistare i miei ebook, basta accedere nella sezione “store” del sito web e il tutto avverrà online.

Poi per chi non ha questa possibilità, può richiederlo al sottoscritto tramite email e il romanzo spontaneo verrà inviato contrassegno,  in formato “dispensa universitaria” A4, al costo di 9.90 euro del romanzo si aggiunge il costo della stampa e arriverà direttamente a casa vostra.

Gennaro Caparco

Se devi sognare, esagera! – Trilogia, terzo capitolo – Vita reale – prologo

La vita, prima o poi, chiede il rendiconto della nostra esistenza!

Perchè è così! Ognuno di noi è su questa Terra per un compito da portare a termine, solo che,  non lo conosciamo.

Dobbiamo fidarci del nostro istinto e continuare, costi quello che costi.

Ricordiamoci:

“La maggior parte delle persone non raggiungerà i propri obiettivi per il difetto che ha di rinunciare davanti a delle sconfitte “temporanee”. Diventano definitive solo se tu le vedi così. Ci si pone un obiettivo e appena le cose diventano un pò piu’ difficili, si molla. Le difficoltà vengono per renderti piu’ forte. La vera sfida è resistere. Continua ad andare avanti, magari lentamente ma non mollare mai. Non puoi mai sapere se il tuo prossimo tentativo sarà quello giusto.”

Questo diventa il momento delle scelte, il nostro protagonista, si trova ad un bivio, continuare a sognare o vivere la Vita reale?

Sembra facile, ma così non è:

“I proverbi sono saggezza, ad esempio:

“L’uomo propone e Dio dispone”

mai come in questo momento, detto proverbio è diventato per me attuale, ma la visita di un mio amico inglese, conosciuto in cucina in Inghilterra,  mi imponeva per dovere d’ospitalità di allontanarmi dal mio progetto per accoglierlo.”

Una donna, Anna, amica di giochi dell’infanzia, un tentato suicidio, un fardello da prendere, rallentano i suoi progetti.

Ma non tutto è negativo:

” “- Proviamo a chiederlo alla cassa, capo”

Disse rivolto alla donna, e lei, alla cassiera:

– For Teano?

La cassiera:

– Cosa? Teano , l’avete già superata.

– Wath?

Gli altri:

– What the said? (Cosa ha detto?)

Vedendoli in difficoltà, dissi alla giovane donna:

– You said you passed the freeway toll booth, you had to go out to Capua!

(Ha detto di aver superato la cabina di pedaggio dell’autostrada, dovevi uscire a Capua)

Sorpresa,  si gira all’improvviso:

– But there was no Teano!

(Ma non c’era scritto Teano!)

Se la situazione non fosse stata così comica, i suoi due compagni che cercavano di capire cosa stava succedendo, la ragazza che arricciò il nasino su quel bel volto ovale stizzita, due occhi celesti che erano uguali al mare e la chioma bionda costretta in un anello ingenerosamente, mi sarei messo a ridere.

Ma non potevo, la loro aria era severa, molto, molto inglese.”

Un’avventura, un’altra donna Helen, spuntata dal nulla

“Quando dovetti lasciare Helen, sentii che mi sarebbe mancata!

E forse anche lei provava lo stesso, perché nel momento di abbracciarci per salutarci, fu lei che mi baciò sulla guancia, e io ricambiai sulla sua.

Avevo l’adrenalina a mille e non solo per quello che era capitato!

– Che avventura, chi l’avrebbe mai detto, io in Italia, in un ristorante e un inseguimento spericolato.

Era Richard, che con una mano teneva Anna e con l’altra il cerotto sull’occhio.

– Si, che avventura, per fortuna che tutto è finito bene.

Ero senza forze!”

Ma anche qui, il destino fa i capricci, delusione, amarezza, rabbia e poi…l’accettazione di un lavoro in Groenlandia, per sei mesi:

“Tre aerei, un elicottero e 22 ore di viaggio!

Furono sei mesi terribili, come terribile fu il momento di salutare i miei amici.”

Ma non tutto è perduto!

Buona lettura.

Gennaro Caparco

Se devi sognare, esagera! – Trilogia, secondo capitolo – Il castello.

Una residenza sontuosa, un dono inaspettato, il divorzio di una persona cara, la depressione e la rinascita!

La potenza di un dono:

“Cercai di attirare la sua attenzione, ma mi resi conto che all’improvviso aveva chiuso gli occhi e stava pregando, io e il geometra ci guardammo meravigliati, ma per rispetto rimanemmo muti per quei pochi minuti.

Poi come si fosse risvegliato, si alzò:

– Signore, accetto tutte le sue condizioni, da domani possiamo essere al lavoro, sarà per me un onore servirla.

– Ma…

– Lo ripeto, sarà per me un onore servirla, cercheremo di ridurre i tempi di lavorazione.

Queste sue dichiarazioni mi lasciarono interdetto, il geometra non sapeva cosa fare, decisi di avere un colloquio con lui a quattro occhi, chiesi al geometra di stilare il contratto e mentre lui andava nell’altra stanza, mi sedetti accanto:

– Sta senza lavoro?

-No

– Si rende conto che questo lavoro la impegnerà per i prossimi mesi a tempo pieno?

– Si

– Pensa di potercela fare?

– Si

– Perché dovrei fidarmi della sua parola?

– Perché è stato un segno che io sia venuto stamattina qui.

– Cosa vuol dire?

– Oggi sarei dovuto andare a Salerno, quindi avrei dovuto disdire il vostro appuntamento, avevo un appuntamento con un costruttore, per la manutenzione di un parco di quattrocento appartamenti. Sapete,  era una cosa importante, era la prima volta che mi capitava, ma stanotte un sogno mi ha consigliato di venire. Non ho più dormito, ed eccomi qua. Ora ho capito il perché.”

E ancora:

“Tutto accadde in pochi secondi, il Maestro stava per bere, gli cadde il bicchiere da mano sulla tovaglia e poi per terra, Isa  stava per portare una forchettata di spaghetti alla bocca,versò letteralmente tutto il suo contenuto sulla tovaglia e Riccardo si apprestava a versarsi un bicchiere di prosecco, gli stava per cadere la bottiglia da mano e in coro:

– Cosaaaaaaaaaaaaaa?

Io che avevo raddrizzato la signorina, alla vista di quello sfacelo, non sapevo se ridere o piangere, cercai di tamponare prima l’uno poi l’altro:

– Non è come credete voi, ora vi racconto tutto!

E come ciliegina sulla torta, la signorina svenne, lesto fu Riccardo a prenderla prima che cadesse a terra sbattendo la testa, la prese in braccio e la depositò su un divano poco distante, Isa si alzò, prese una boccetta di profumo la  portava sempre con se e la fece rianimare:

– Non volevo scusami, non volevo!

– Stai tranquilla adesso, ti riprenderai subito, respira profondamente, avanti.”

E la gioia:

Mentre stavamo gustando i secondi, Isa ebbe una telefonata, si alzò di scatto e corse verso la terrazza, mi preoccupai, inutile dire che feci altrettanto, lei aveva già terminato, si girò verso di me stava piangendo con il sorriso sulle labbra:

– Che succede Isa?

– Sediamoci.

C’era un divanetto di vimini, li vicino, mi prese le mani e le portò alla bocca, poi lentamente le trascinò sul grembo:

– Non mi dire?

Non riusciva a parlare, fece solo si con un cenno con la testa.

– Ma è meraviglioso. Meraviglioso. Non ci posso credere aspettiamo un bambino.

E ci abbracciammo.

Riccardo uscì fuori, ci vide così abbracciati non ebbe il coraggio di chiamarci, poi Isa lo vide:

– Vieni qua fratellino, abbiamo una bella notizia da darvi.

Si avvicinò:

– Aspettiamo un bambino.”

Buona lettura.

Gennaro Caparco

Trilogia “Se devi sognare, esagera!” – secondo capitolo “Il castello” – prologo.

Le sorprese non finiscono mai!

“Dall’ aeroporto andammo in banca, lo conoscevano e molto bene, il direttore volle accompagnarci giù, prima di entrare il Maestro mi fece cenno di andare con lui, non volli e attesi nella stanzetta da solo.

Dopo pochi minuti, un urlo mi convinse ad entrare e la scena che vidi non potrò dimenticarla per tutta la vita.

Il maestro aveva lanciato un urlo di stupore non di malore, davanti a lui, c’era il rotolo aperto dei diamanti, ma con un aggiunta, era uno smeraldo, grande più di una mandorla, splendente, aveva una forma particolare un esaedro, certo non era stato acquistato da noi, aperto c’era la certificazione come i nostri in italiano ed in inglese da cui si poteva dedurre il valore stimato dei diamanti era di due milioni di euro più lo smeraldo che era pari a  500.000 euro.”

Chi sarà mai il proprietario dello smeraldo?

E ora?

Difatti dopo dieci minuti esatti, arrivarono quattro persone, si fecero riconoscere e tramite skype, ci mettemmo in contatto con l’Azienda in Israele, parlavano solo in inglese e quindi tradussi al Maestro:

“Lo ringraziavano di averli contattati immediatamente, avevano già allertato le squadre nei cinque paesi, dove nella mattinata erano stati venduti i diamanti. Avevano già avvertito il reale proprietario tranquillizzandolo. Da parte loro avevano riconosciuto il 10 per cento del valore del plico smarrito al Maestro, 250.000 euro che in tempo reale sono stati versati sul suo conto. Il plico nero, non sarà preso in custodia dalla squadra intervenuta, perché il proprietario aveva espresso il desiderio di conoscere questa persona così onesta e di consegnarli personalmente i suoi diamanti. Ed è per questo, lo aspettava il giorno dopo con la sua famiglia a casa sua. Se avesse accettato, avrebbe ricevuto l’invito tramite email. Poteva con tutta tranquillità prelevare il plico, e portarlo a casa, perché fino a quando l’operazione non fosse conclusa, avrebbe avuto sorveglianza 24 ore su 24 a casa propria”

Un Castello con una tenuta, un mistero, la curiosità innata, e:

“Non potevo, forse non dovevo!

Ma il suo tono si andava abbassando sempre di più, era quasi rotto in gola mi aveva colpito:

– Sono molto colpito dalle sue parole, forse sarò indiscreto, ma posso farle una domanda?

Mi guardò come se mi avesse visto per la prima volta, i suoi occhi si fissarono sui miei, poi quasi come un senso di liberazione:

– Mi dica giovane signore!

Non devo balbettare,  Isa mi guardava incredula, il Maestro era accigliato segno di preoccupazione, ed io:

– Ho ammirato il suo Parco, esplosione di colori e aromi, segno di gioia e di cura continua, ma nell’aria non ho sentito la stessa sensazione, è stata solo una mia impressione?”

Un dono, qualcosa di speciale, il cui significato non conosce, porterà il nostro protagonista, a vivere delle avventure inimmaginabili:

Cercai un gradino per sedermi e rimasi in ascolto:

– I miei uomini hanno trovato il ricettatore, me l’hanno comunicato e ti accompagneranno a riprendere quello che aveva fraudolentemente acquistato sapendo che erano rubati.

Cosa? Io? Ma come?

– Ci sei?

– Certo, continuate.

Iniziavo a sentire il sudore che iniziava a scendere:

– Oggi alle 12.00 ti aspetteranno al Ristorante “Da Ferdinando”

– Dove?

– A Ostia

Ma tu guarda le coincidenze:

– …e ti accompagneranno, ovviamente lui non avrebbe voluto cederli, ma tra la vita e la morte ha accettato. L’unica condizione era che un membro della mia famiglia li prendesse in custodia, questa sarebbe stata l’unica sua garanzia di non perdere la vita.”

E questa è solo la prima delle avventure che lo aspettano!

Buna lettura

Gennaro Caparco

Se devi sognare, esagera! – Trilogia, primo capitolo – Il maestro

E’ uso e consuetudine – “la curiosità è donna” –  ma non è del tutto vero, anche gli uomini quando si applicano, come il nostro protagonista, sanno fare di più:

“Erano mesi che ogni fine settimana, affacciandomi dal balcone di casa mia, notavo un’auto alle 4 del mattino, in particolar modo il sabato o la domenica, stazionare sotto il palazzo di fronte alla mia abitazione.
Un giorno decisi di capire, cosa e chi aspettasse!”

Ma la curiosità, non sempre paga!

” Sarebbe bello farlo sapere, non è di tutti i giorni una storia così! Certo non fa una piega, ma cosa altro potrei fare?

La guardia giurata è rientrata al suo lavoro, prendo l’auto e metto in moto e non mi accorgo che sto rifacendo la strada di prima che corre per tutto il perimetro dell’azienda. Sono ancora assorto nei miei pensieri, oramai il sole è alto.

Non può finire così, continuo a ripetermi, non può finire così!

Niente non mi viene nessun piano da seguire, a malincuore prendo la strada verso Cassino.”

Ma un aiutino, all’improvviso:

“E’ stato un caso? L’unica persona conosciuta e con cui ho parlato è stata la guardia giurata? E’ stato un caso fermarmi in questo bar? Ora vediamo che succede:

  • Papà, allora?
  • Digli che non è possibile ora, ma più tardi, lo sa, questa è l’ora in cui si prepara in cucina e in sala e siamo tutti impegnati. Più tardi, possiamo.

Ora o mai più!

Entro come se volessi pagare il conto alla cassa, poi:

  • Scusate se mi intrometto!”

E inizia l’avventura!

Dopo poche ore e per un caso fortuito, complice la conoscenza della lingua inglese:

Una persona più bugiarda e falsa di me , non esiste, le mani iniziano a sudare ed anche la fronte, in quel momento ho pensato mille e una cose, trattengo il fiato:

– E’ vero che conosci bene l’inglese?

– Come lo sai?

– Per piacere, non posso spiegarti, è vero?

– Si

– Allora se vuoi farmi un piacere, non solo a me ma all’azienda, dovresti raggiungere Roma!

Silenzio.”

Autostrada, aereo, menu da memorizzare, abito da cerimonia e:

“Mi giro, e tutto scompare!

Sono alto 1, 87 cm, quindi per nulla basso, ma quegli occhi che puntavano ad una parte del corpo cara a tutti noi mi aveva ammutolito, quattro occhi erano all’altezza del mio ventre, due doberman con un anello al collo con delle punte di acciaio, erano portati al guinzaglio da un uomo, altri due occhi che mi fissavano, questa volta dall’alto in basso, non era un umano, ma un “armadio” delle fattezze di Ken il compagno di Barbie. Cercai di distogliere la loro attenzione, ma il minotauro in perfetto inglese:

  • Signore cosa ci fa qui?

Giuro che prima parlavo, ne ero certo, ma aprivo la bocca e non usciva nulla, uno dei due cani, venne più vicino per annusarmi:

  • L’avverto se ha con se qualche arma, me la dia, perché Corn se la fiuta, l’addenda.”

Ed emozione, fu:

“E ora?

  • E’ tutta colpa mia!

E chi si muoveva, avevo gli occhi chiusi, ma la mente era sveglia, la sentivo, il profumo era quello, qualcuno mi tamponava qualcosa dietro la testa, forse avevo sbattuto, mi ero ferito, chi lo sa? Ma sinceramente, non mi importava nulla, speravo solo che quel sogno non svanisse nel nulla. Il desiderio di vederla prese il soppravvento, quindi quando mi misero una bottiglia di aceto vicino al naso, aprii gli occhi.

Era li, non era un sogno, la sentivo, mi teneva una mano ed era sempre più bella.

  • Dio sia lodato!

Era lei!”

Misto di gioia e dolore, l’incontro con il Dica di York, proposta a Plymouth al Castello, l’incontro con capelli bianchi “Il Maestro” e il suo malore, lei lontana ma a portata di auricolare, tutto bene?

Per nulla!

” Il Maestro aveva notato le mie espressioni, di certo aveva capito qualcosa:

– Caro il mio giovane, cosa ti passa per la testa?

– Nulla Maestro è che mi dispiace.

Solo quello potevo dire, l’avevo detto evidentemente con tanto di enfasi, sorrise:

– Era prevedibile!

– Cosa?

– Che lei facesse così! Evidentemente l’hai colpita e l’unica opportunità che aveva per evitare di incontrarti, era andarsene.

Non ci potevo credere, lo guardai come si guarda un extraterrestre, mi diedi un contegno e:

– Voi dite?

– Certo, non è la prima volta che accade. Ora, tocca a te!”

Tocca a te!

Dopo tutto succede, nonostante la determinazione nel non voler dire più bugie, ma solo verità, non basta!

Tocca a te!….

Buona lettura

Gennaro Caparco

 

 

 

 

Trilogia – Se devi sognare, esagera! – prologo – fine.

-segue prima parte-

Il protagonista, deluso e amareggiato, sta per fare ritorno a casa, ma la provvidenza ha deciso altrimenti, una telefonata e si trova su di un aereo, un’organizzazione perfetta, gli procura l’abito da cerimonia e un’auto l’aspetta per portarlo nel luogo dove è destinato.

Ancora non sa chi è l’artefice di tutto ciò!

L’unica cosa che sa, ed è cosciente, sono le bugie che aveva detto!

Chi nella vita non ha mai detto bugie?

Forse nessuno!

Dire una bugia è facile, non esistono bugie a fin di bene o bugie per far del male, ma come i grani del rosario, basta iniziare e si prosegue nell’errore, indefinitamente, ma poi:

“Ma quando tempo ci impiega, saranno passati dieci minuti, ma a me sembrano un’eternità.

All’improvviso sento in un misto di inglese e italiano:

  • Benvenuta!

Mi giro.

No, non è possibile. No, non è possibile. Lei, lei è la Signora.

Questo è troppo!

Mi sento mancare e come uno di quei palloni bucati,  all’improvviso perdono l’elio, mi affloscio e cado a terra…svenuto!”

Ecco Lei, la presenza inaspettata, il passato che ritorna, un misto di felicità ed incredulità, non prevista e mai immaginata, fa scattare qualcosa nel cervello, “Basta dire bugie”.

Ma non è facile!

Non è come spegnere o accendere una lampadina, allora il protagonista inizia un percorso misto bugia/verità, ma tutto diventa più complicato, spesso varca il confine della verità dicendo una bugia, ma prima o poi dovrà renderne conto e non è detto che venga perdonato.

Dire la verità. è un sacrificio!

Ma dire una bugia è tradire se stessi!…..

Mi fermo qui!

Qualcuno mi ha fatto presente, la difficoltà di non poter acquistare online i romanzi, non essendo possessore di PayPal o altra carta da credito.

Sono disponibile ad inviare tramite contrassegno direttamente all’indirizzo di chi ne farà richiesta tramite email o contattandomi sul mio numero di cellulare presente nel sito, il romanzo spontaneo scelto, al costo di 9.90 euro verrà aggiunto il rimborso per la stampa, tipo dispensa universitaria, formato A4.

Buona lettura

Gennaro Caparco