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Trilogia – Se devi sognare, esagera! – prologo – fine.

-segue prima parte-

Il protagonista, deluso e amareggiato, sta per fare ritorno a casa, ma la provvidenza ha deciso altrimenti, una telefonata e si trova su di un aereo, un’organizzazione perfetta, gli procura l’abito da cerimonia e un’auto l’aspetta per portarlo nel luogo dove è destinato.

Ancora non sa chi è l’artefice di tutto ciò!

L’unica cosa che sa, ed è cosciente, sono le bugie che aveva detto!

Chi nella vita non ha mai detto bugie?

Forse nessuno!

Dire una bugia è facile, non esistono bugie a fin di bene o bugie per far del male, ma come i grani del rosario, basta iniziare e si prosegue nell’errore, indefinitamente, ma poi:

“Ma quando tempo ci impiega, saranno passati dieci minuti, ma a me sembrano un’eternità.

All’improvviso sento in un misto di inglese e italiano:

  • Benvenuta!

Mi giro.

No, non è possibile. No, non è possibile. Lei, lei è la Signora.

Questo è troppo!

Mi sento mancare e come uno di quei palloni bucati,  all’improvviso perdono l’elio, mi affloscio e cado a terra…svenuto!”

Ecco Lei, la presenza inaspettata, il passato che ritorna, un misto di felicità ed incredulità, non prevista e mai immaginata, fa scattare qualcosa nel cervello, “Basta dire bugie”.

Ma non è facile!

Non è come spegnere o accendere una lampadina, allora il protagonista inizia un percorso misto bugia/verità, ma tutto diventa più complicato, spesso varca il confine della verità dicendo una bugia, ma prima o poi dovrà renderne conto e non è detto che venga perdonato.

Dire la verità. è un sacrificio!

Ma dire una bugia è tradire se stessi!…..

Mi fermo qui!

Qualcuno mi ha fatto presente, la difficoltà di non poter acquistare online i romanzi, non essendo possessore di PayPal o altra carta da credito.

Sono disponibile ad inviare tramite contrassegno direttamente all’indirizzo di chi ne farà richiesta tramite email o contattandomi sul mio numero di cellulare presente nel sito, il romanzo spontaneo scelto, al costo di 9.90 euro verrà aggiunto il rimborso per la stampa, tipo dispensa universitaria, formato A4.

Buona lettura

Gennaro Caparco

Trilogia – Se devi sognare, esagera! – prologo – prima parte.

Che cos’è la Trilogia?

“La trilogia è un insieme di tre distinte opere di uno stesso autore (di genere narrativo, cinematografico o altro) collegate da una forte connessione tematica o anche stilistica tra di loro, che possano essere considerate sia come singole opere indipendenti sia come un unicum artistico.”

Quando iniziai a scrivere il primo romanzo spontaneo “Il Maestro” della Trilogia “Se devi sognare, esagera!”, non avevo idea che avesse un seguito, fu scritto di getto, scorreva da solo, il “sogno” raccontato si svolgeva , sicuro e prepotente e poi…seguirono gli altri!

Cosa sono le cose importanti nella vita?

Tutti abbiamo una risposta a questa domanda, ma ognuno ha la sua, non sono mai uguali, l’una all’altra, ecco !

Il motore della storia ruota tutto, come sempre, intorno all’amore per una donna, così com’è nato il mondo, se Adamo non avesse avuto Eva, noi non ci saremmo qui oggi!

Si, ci sono tante spiegazioni scientifiche, l’evoluzione della specie nei millenni, hanno portato alla nascita di un organismo pluricellulare, modificando e modificandosi, ha prodotto degli esseri, evoluti nei secoli.

Ma noi siamo dei romantici, dei sognatori, degli illusi, vogliamo credere alla “favola”, credere che possa esistere in un mondo arido e asettico, come quello che sta diventando il nostro oggi, un sentimento, più forte degli altri, che ci ha dato il Creato e ci ha fatto scoprire l’Amore.

Si, l’Amore con la A maiuscola, perché posso assicurarvi che chi ha la fortuna di incontrarlo, è appagato, con tutti i se e i ma, del caso, ma senza sarebbe finito, ci sarebbe il nulla, il vuoto nell’anima.

Le interazioni tra un uomo e una donna, non tutto sono rose e fiori, sono formati da mille sfaccettature positive e negative, ed anche questo è presente nel romanzo, ma…,  ma il perdono e più potente della verità!

Tutto nasce e tutto si trasforma in questa Trilogia “Se devi sognare, esagera!”, c’è un miscuglio di sentimenti che vanno dalla curiosità di un giovane, da un anziano signore dai capelli bianchi, da un azienda ultramoderna che solo in un sogno può avere la sua esistenza, nel caso, nella fortuna, nella coincidenza, nell’opportunità e poi lei, una donna, idealizzata e mai conosciuta, innamorato da lontano, una tocco di mano in chiesa e la volontà di non lavarsela per poter godere ancora del suo profumo.

Poi, la lontananza, il ritorno per un mese e tutto accade all’improvviso, la provvidenza aiuta il destino, una delusione, una telefonata, essere catapultati in un luogo dove mai e poi mai avrebbe immaginato di incontrarla!

  • segue…

Gennaro Caparco

 

Grazie.

Ringrazio tutte le persone che hanno visitato il mio sito www.isognidiaraldo.it

Il sito è in rete Internet, da poco più di un mese, ma diversi sono stati i messaggi in privato o via email, la vostra vicinanza mi da fiducia.

Prossimamente, pubblicherò, il romanzo, dopo averlo riveduto e corretto,  che sto terminando di  scrivere “Aurora”.

Qualcuno mi ha fatto presente, la difficoltà di non poter acquistare online i romanzi, non essendo possessore di PayPal o altra carta da credito.

Sono disponibile ad inviare tramite contrassegno direttamente all’indirizzo di chi ne farà richiesta tramite email o contattandomi sul mio numero di cellulare presente nel sito, il romanzo spontaneo scelto, al costo di 9.90 euro verrà aggiunto il rimborso per la stampa, tipo dispensa universitaria, formato A4.

Al prossimo aggiornamento.

Buona lettura

Gennaro Caparco

 

Sognare è un grande atto creativo.

La peculiare struttura narrativa dei sogni, fatta di salti imprevisti e curiose associazioni di idee, ha richiamato l’attenzione degli studiosi sulle possibili correlazioni con i processi creativi.

È stato dimostrato, infatti, che i sogni avrebbero varie funzioni: dal riorganizzare i ricordi contribuendo alla loro conservazione, al consolidamento delle nuove esperienze per poterle  integrare con le conoscenze già acquisite.

Questa operazione sembra essere anche l’occasione per mettere in collegamento parti del cervello che durante la veglia tendono invece a restare separate.

Questo “creare nuove connessioni” potrebbe essere alla base di quel fenomeno spesso riportato da molti, di svegliarsi da un sogno con un’idea nuova, o con una visione chiara rispetto a un certo problema, che prima di andare a letto non si aveva.

Il sogno è quindi una risposta creativa a qualcosa che la parte razionale diurna non trova soluzione.

Nel sogno spazio e tempo perdono il loro abituale valore, le leggi della logica si allentano e cedono il posto a una infinita libertà espressiva grazie alla quale il sogno si avvicina a un prodotto creativo.

Ma cosa sono i sogni, e perché sogniamo?

Il tema ha affascinato l’uomo da sempre.

Secondo la neurobiologia, i sogni sono un modo singolare che il nostro corpo utilizza per tenere “allenato” il cervello.

Secondo le antiche tradizioni invece, i sogni sono messaggi mandati dagli dei.

Per la psicologia e in particolare per la psicoanalisi, il valore dei sogni risiede soprattutto nella loro dimensione simbolica piuttosto che energetica.

I sogni sarebbero l’espressione di pensieri e sentimenti che di giorno evitiamo, ma che nei sogni emergono sia pure camuffati, poiché da essi continuiamo a difenderci.

(Fonte riza.it)

Tra sogno e realtà.

2 ottobre 2018

A mio Nonno Gennaro, auguri dovunque tu sei.

Quando iniziano i sogni e quando diventano realtà!

Sono molto affezionato a questa duplice storia raccontata in questo romanzo spontaneo, Nando il protagonista, inizia con un’illusione, pensa di essere arrivato, di non aver più nulla da dire e da qui inizia l’avventura.

Vorrebbe che tutto si iniziasse a concretizzare, far conoscere una bellissima storia, ma…e già c’è sempre un ma, viene “truffato” da una donna e senza rivelare la sua identità, commissiona un romanzo, dando delle tracce, cinque per la precisione:

“Grande fu il mio stupore:

“Romanzo non modificabile per sceneggiature!

Sono cosciente che le ho praticamente “rubato” dei soldi, ma dopo averlo ascoltato, ho capito che era un peccato, tagliarle delle scene, eliminare dei commenti, stravolgere la storia.

Detto questo, ho apprezzato molto la sua fervida immaginazione, quindi le do delle tracce, sono degli abbozzi, ma lei farà il resto.

Lasci fare alla sua immaginazione!

In cambio, lei non si dovrà crearsi il problema di trovare gli attori e un regista, sarà compito mio farlo, gratis.

Quando avrà terminato una delle traccia delle cinque, potrà inviarla via email ed io le dirò se va bene o verrà da me modificata.

Se dovesse accettare questo mia proposta, potrà inviare uno sms al n.cell.350 1120…..con un SI.

1 traccia Il locale

2 traccia L’organizzazione

3 traccia L’amore

4 traccia La rivincita

5 e ultima traccia La gioia

Aspetterò, abbia fiducia in me”

Stupore, rabbia inizialmente si impadroniscono di lui, poi…

” Era una sfida, pensai, ha promesso qualcosa, la manterrà? Non lo so, ma quelle cinque tracce circolavano nei miei pensieri, sempre, decisi di provare, cosa mi costava?

Nulla!

Avevo già una storia in testa, si dovevo provarci.

Potevo sempre modificare, volevo arrivare alla fine e volevo proprio vedere se lo  “sceneggiatore sconosciuto” avesse mantenuto la sua parola.

.-.-.-.-.–..–.-.-.-.-.-.-.-.

1 traccia – Il locale

-.-.—.–.-.-.-.-.-.-.-.-.-.”

Aveva un sogno e decise di riportarlo, nel frattempo, lei, ancora all’oscuro di quello che il destino aveva deciso:

” Mi stava ascoltando senza dire una parola

– Accettai, ma all’epoca posi una condizione, semmai il Progetto fosse stato approvato, lo scrittore doveva essere pagato per i diritti d’autore dal Ministero e non avrebbe dovuto pagare nulla per le spese del film e le mie spese.

Stava aspettando la stoccata finale

– Sonia, dove vuoi arrivare?

Ero stizzita

– Dove voglio arrivare? Quell’uomo si è fidato di me, di noi, anche se non lo sa, anche non conoscendoci, ho avuto un anticipo che ho congelato in banca, il Ministero ha impiegato quattro mesi per dare la risposta positiva approvando il Progetto, ma ha detto che quel romanzo non andava bene, c’erano troppi “soggetti” da interpretare e quindi mi sono dovuta inventare delle tracce, le ho inviate sicura che non avrebbe accettato, invece l’ha fatto, ora siamo alla terza delle cinque tracce che ha inviato, quando, te lo ripeto, quando posso iniziare a concretizzare, ma prima di farlo devo contattare l’autore, non posso continuare così, ha creato un’altra storia, per noi, per il Ministero, ma non sa nulla.”

Mistero!

Chi sarà il committente, chi?

La storia parallela, continua, Dino, Diocrate, Amanda, zia Nannina, Andrea, Altea, Paolo, Cesare e in ultimo, ma non marginali Iside e Azzurra:

“Feci il numero di cellulare, rispose subito

– Pronto

Ebbi l’impressione che stesse aspettando

– Iside sono Dino, scusami, scusami per l’ora, scusami per i messaggi, ma sono veramente confuso, non sono una persona così leggera, non avrei mai fatto una telefonata o una proposta a quest’ora ad una donna che ho conosciuto solo da poche ore, non voglio affliggerti, ecco, tu non conosci la mia storia, ma non sono una persona che fa queste cose, credimi, per piacere non abbandonarmi, ci vediamo domani?

Silenzio, sentivo solo il suo fiato accelerato, passò un minuto, un’eternità, poi dissi

– Non riattaccare!

– Perché? Dammi una ragione, perché? O sei un veggente o un mago, come hai fatto a capire quello che stavo pensando? Ho fatto delle ricerche su di te…

– Anch’io

– Perché?

– E tu?

Silenzio”

Tutta una vita lasciata per un sogno e per amore:

” Era una domanda, da rispondere subito

– Per amore, un legame di sangue che non si estingue dopo la morte, per mio nonno!”

E l’avventura prosegue!

Oggi 2 ottobre 2018, auguri a tutti quelli che felicemente sono Nonni e in particolare ai miei Nonni, Gennaro e Elvira, Vincenzo e Margherita, che possano continuare a proteggermi come sempre hanno fatto in vita qui sulla Terra e ora dal Cielo dove riposano in pace.

Buna lettura

Cosa sono i sogni?

Se si apre un dizionario scientifico alla voce sogni, si troverà la seguente definizione: “Attività cerebrale che si verifica prevalentemente nelle fasi di sonno REM (ovvero quelle di sonno profondo), con struttura narrativa più o meno coerente, nitida e dettagliata, con sensazioni prevalentemente visive e con eventuale partecipazione emotiva da parte della persona che dorme e sogna”.

 

Una definizione neurologicamente perfetta, ma davvero il significato dei sogni è riassumibile in queste parole? Il fatto che la stessa comunità scientifica non abbia ancora trovato una definizione e una spiegazione univoca sul significato dei sogni, rivela che si tratta di un mistero ben lontano dell’essere risolto.

 

Per gli antichi, i sogni avevano un’importanza decisiva: erano il tramite con gli dei, con gli antenati, con l’aldilà. Furono soprattutto i greci, a trattare approfonditamente l’argomento, dedicando ai sogni un’attenzione particolare. Attraverso i sogni, si poteva sperare di entrare in comunicazione con la divinità: si pensi ad esempio ai templi dedicati ad Asclepio, dio della medicina, presso i quali i greci passavano la notte per ricevere dal dio i suggerimenti giusti per guarire da una malattia. Attraverso i secoli, i sogni hanno ispirato l’uomo nei modi più disparati, influenzando poeti, pittori, musicisti, perfino scienziati.

 

Fino all’avvento della psicoanalisi, a cavallo fra 800 e 900, nessuno aveva cercato di analizzare in modo sistematico il grande tema dei sogni e del loro significato nelle nostre vite. Il primo a farlo fu Sigmund Freud, che nel 1895 pubblicò l’opera “L’interpretazione dei sogni”, un testo che all’epoca suscitò enorme scalpore e che contribuì, forse come nessun altro, alla diffusione della psicoanalisi nel mondo scientifico e culturale di allora.

 

In estrema sintesi, secondo il padre della psicanalisi, attraverso i sogni, l’inconscio esprime una serie di desideri, per lo più di natura sessuale, rimossi dalla coscienza perché inaccettabili o sconvenienti. Questa visione del simbolismo onirico ha influenzato l’intera cultura occidentale, ma ad un’analisi più approfondita, risulta riduttiva e insufficiente a comprendere l’enorme vastità dei contenuti psichici che si esprimono nei sogni.

(Fonte: riza.it)

Tesla

Tesla, donna misteriosa, irrompe nella vita di uno squattrinato investigatore, riciclatosi, dopo aver perso il lavoro e la compagna della vita con uno sms:

“Smarrimento, farmaci, depressione e chi più ne ha più ne metta, 11 anni di convivenza, stessa modalità, stesso destino, neanche un biglietto, neanche a guardarsi negli occhi ed essere sincera, un sms sul cellulare, il giorno del mio licenziamento “Non ce la faccio più, vado via, parto con un amico in Australia. Addio”.

Ma si può essere così aridi, non dico che la nostra relazione fosse tutta rose e fiori, stavamo bene insieme, almeno credevo, più volte le avevo chiesto di regolarizzare la nostra posizione, e lei niente, “Stiamo bene così!”, figli? Nemmeno a parlarne, dovevamo rifuggire tutte le occasioni che si presentavano, con i nostri amici, che nel frattempo, avevano prolificato.

Avevo accettato tutto, per lei, e ora? Uno sms e si chiude la partita!

Dopo la fase di analisi, coadiuvato da un amico psicologo, durata 24 mesi, alla fine ho concluso, che era una stronza, una grande stronza!

Ed io… un coglione!”

Le fasi successive, si possono immaginare, ma quello che non s’immagina, accade all’improvviso:

“Non potrò mai dimenticare quel giorno, era il primo aprile, avevo da poco finito di preparare una fattura per un caso di “tradimento familiare” lavoro molto impegnativo che mi aveva tenuto occupato per tre mesi tra pedinamenti e appostamenti, arrivò una raccomandata, portata da un pony express.

Era una busta gialla, di quelle commerciali, a sacchetto, strano pensai, mandarla per raccomandata, nessun mittente, solo il mio indirizzo, ancora più strano il contenuto, c’era un biglietto aereo per le 14.00 da Napoli per Catania e un altro già pagato per il ritorno senza data, una chiave e un bigliettino con un numero di cellulare.

Li per li, pensai onestamente ad un pesce d’aprile, ma tutte le mie impressioni scomparvero nel momento della mia telefonata all’aeroporto e alla compagnia di volo, ero stato prenotato per quel pomeriggio, la cosa mi intrigava, ma chi mai poteva essere l’autore di questa richiesta di avermi a Catania?

Non mi restava che chiamare il numero di cellulare, per avere spiegazioni, ma fu del tutto inutile, perché dopo aver fatto il numero, la persona che mi rispose dopo aver chiesto chi ero, mi disse solo “cassetta di sicurezza dell’aeroporto n. 38” e riagganciò!

Delle due, l’una o era un tranello di qualche marito che avevo scoperto o di una donna, perché no! Oppure era un nuovo caso! Il lavoro che avevo intrapreso, mi aveva già dato delle opportunità strane in quest’ultimo anno, volli pensare in positivo, preparai la valigia, dovevo essere due ore prima in aeroporto e cosi fu!”

Un passato che ritorna, un viaggio inutile, le Clarisse, San Gennaro ed infine lei, la donna misteriosa!

“Non disse nulla, la sua voce mi piaceva ascoltarla, cercavo di vederla ma non ci riuscivo, aveva un cappuccio in testa, vedevo solo il naso e la bocca

– Presi le mie informazioni e decisi di convocarti, ma dopo la tua reazione ho pensato opportuno incontrarti per spiegare le mie ragioni, quello che voglio è avere il bambino con me, fargli sapere che non sono morta e riportarlo in Italia, te la senti? Il padre è un violento, sono in attesa della risposta per il divorzio dopo la mia denuncia per sottrazione di minore. Non ho voluto che si intromettesse  la mia famiglia in questa faccenda, l’avrei risolta in breve tempo, ma ci sarebbero stati dei morti sicuramente, ed io non voglio. Il compenso se è inadeguato sono disposta a raddoppiarlo o triplicarlo, non ho problemi, ma ora aspetto una tua risposta, non ora, lo capisco, ma aspetterò altre ventiquattro ore con ansia.

Così dicendo, si alzò prima che potessi dire una parola, lasciando la busta gialla e i documenti e una cassetta per il videoregistratore, il messaggio era chiaro, sono tuoi, se poi dovessi decidere di no, so che ritorneranno indietro.

Lasciò nell’aria un profumo dolcissimo di zagara e scomparve!”

Non esiste al mondo, energia più potente dell’amore!

L’avventura ha inizio, tanti i colpi di scena inaspettati.

Buona lettura.

Sognando per vivere.

Quando tutto è contro, quando tutto manca, non si può fare altro che sognare!

Lo sa bene il protagonista Mino,  di questo romanzo:

“Avevo solo venticinque anni, i miei genitori erano saliti troppo presto in cielo, sette tra fratelli e sorelle tutti più grandi, sposati e con figli, perdendo i genitori, lentamente si persero pure i contatti, ero sballottato da uno e da un altro, non ce la facevo più, terminata la scuola alberghiera, misi tutto in un borsone, il primo treno ad alta velocità, ed eccomi qui a mille chilometri di distanza, mandai un messaggio, nessuno mi rispose.

Avranno tirato un sospiro di sollievo? Non lo so!”

Mille chilometri lo dividono dal luogo dove è nato, quasi una “barriera”, per allontanare l’infanzia e i ricordi, ma…c’è sempre un ma, il destino per lui riserva delle sorprese:

“Mi aveva dato la carica, mi ero ripreso dal grigiore del mattino!

Avevo diviso la città in quattro rettangoli, il modo di operare era sempre lo stesso, cercavo lavoro nella ristorazione, era l’unica cosa che sapessi fare, ma quella mattina, decisi di fermarmi in ogni negozio, era l’ultimo rettangolo, dovevo trovare  assolutamente qualcosa.

Ero determinato, quelle porte sbattute in faccia non mi demoralizzarono, all’ora di pranzo, iniziai con i ristoranti, kebabberie, osterie, trattorie, pizzerie e fui fortunato!

“Osteria  da Davide” trattoria tipica.

Entrai nel locale gremito di persone, ne contai una cinquantina e vidi questo giovane con i capelli racchiusi in una coda di cavallo che si faceva largo tra i tavoli, carrozzine e sedie, portando dei piatti fumanti, chi lo chiamava, chi chiedeva dell’acqua, invece di stare ad aspettare alla cassa come facevo di solito con il mio foglio e il curriculum, mi avvicinai appena fu ad un passo da me

  • Ti serve una mano?

Non ci pensò due volte, mi squadrò

  • Certo!

Tanto mi bastava!”

Avere la curiosità e la voglia di lavorare, questi sono i suoi punti principali, mai arrendersi, arriva sempre il momento:

“Eravamo agli inizi di novembre, fuori c’era il gelo, quindi ci anticipavamo a turno per far trovare accogliente il locale, così accadde quel giorno che mi avrebbe cambiato la vita!

Mi anticipai per il pranzo, Davide mi aveva dato da tempo  le chiavi del locale, ero contento, si fidavano di me, questo mi inorgogliva, dopo aver acceso il camino e le stufe a gas, aggiustato i tavoli andai in cucina, volevo fare qualcosa di sfizioso, avevo notato che gli ospiti nell’attesa di quello che avevano ordinato, diventavano qualche volta intolleranti.

Aprii la porta della dispensa e li vidi, due sacchi di polenta da un chilo, il pensiero corse immediatamente a mio nonno, aveva un mulino e il ricordo di quella piccole porzioni di polenta, calde, fumanti, mi riempiva di gioia.

Fu un tutt’uno, misi subito il pentolone, poi come mi aveva insegnato mia nonna la preparai dosando la giusta quantità d’acqua e di sale, nell’attesa che si raffreddasse dopo aver pulito e igienizzato, versai tutto su una lastra di marmo, accesi sotto l’olio della friggitrice.

Arrivò Amelia, ma non me accorsi, poi Davide e gli altri, fischiettavo e lavoravo, feci tanti tocchetti fritti, una montagna

  • Ma bravo!”

Poi un angelo:

“Sentii una mano calda toccare la fronte, poi delle coperte, e mi assopii.

Nel dormiveglia

“Ma è proprio lui?”

“Si”

“Ma che è successo?”

“Colpo di freddo!”

“Tu pensi?”

“No, ne sono certa”

Null’altro.

Erano circa le quattro di mattina, mi svegliai avevo ancora dei dolori, ma i crampi erano spariti, ma tutto scomparve, quando incredibilmente vidi ai piedi del letto raggomitolata c’era lei, Aura.”

Un notaio/giardiniere, il roseto, una bimba impertinente, un segreto e un insieme di gioia, dolore, amore, rispetto e ricordi, condiscono la storia:

“Mi girai, c’era un uomo sulla settantina, vestito di tutto punto con la cravatta, sulla giacca aveva messo un grembiule da giardiniere, aveva i guanti e una cesoia in mano

– Sono Mino, quello che da poco ha telefonato per il posto di cuoco.

L’uomo si rilassò, anzi mi parve che sorridesse

– Sono il Notaio Di Gigi.

Un notaio era il giardiniere?

Ero un libro aperto per lui, sorrise

– Non ci faccia caso, curo queste rose da diversi anni, da quando Anna la proprietaria è morta.

Così dicendo, si disfò del grembiule, posò le cesoie e mi strinse la mano

– Vuole vedere la struttura?

In effetti avrei voluto, ma quella domanda era sulla punta della lingua

– Scusi l’impertinenza, ma lei notaio come mai cura le rose e non le fa curare?

Pensai di aver fatto una cavolata, invece si era illuminato in viso

– Non dovrei rispondere alla sua domanda, ma lo faccio perché è anche una risposta a quello che mi aveva chiesto per telefono. Vede, sono l’esecutore testamentario dei coniugi che hanno creato questo luogo, erano miei amici dal tempo dell’infanzia e ho seguito tutte le loro vicissitudini fino alla morte della mia amica Anna. Fra tre mesi si compie il loro volere per testamento, se non dovesse accadere nulla, la struttura che lei ha visto solo dall’esterno, verrà messa all’asta e da qui, la necessità di avere un cuoco che la curi fino al termine dei tre mesi.”

Ed è solo l’inizio dell’avventura!

Buona lettura.

 

La forza e la disperazione.

Nella vita è sempre così.puoi fare cento cose buone, ne sbagli una e tutto crolla, in un attimo, il passato non conta, conta sempre e solo,  il presente!

E’ quello che accade al nostro protagonista:

” Vari riconoscimenti in dieci anni nella carriera di ufficiale non hanno impedito che mi comminassero una sanzione disciplinare grave per un’azione condotta male e con madornali errori non dipendenti dalla mia volontà, ed è per questo che sono stato spostato dall’ufficio operativo della narcotici dei carabinieri ad un reparto amministrativo in un’altra caserma da sei mesi.

Ma quello che è peggio, mi tengono inattivo, sono in questa stanzetta da sei mesi senza avere un incarico amministrativo, semplicemente mi ignorano!

Rispetto ai non orari che avevo prima, fare dalle 8 alle 14.00, mi pesa più di tutte le notti che sono stato operativo in pedinamento o appostamenti.

E la centesima volta che apro quest’armadio e lo rimetto a posto, pratiche dell’anno 2016, nessuno mi ha dato l’incarico di farlo, ma qualcosa dovrò pur fare, passo il tempo mortificandomi sempre giorno per giorno.

E’ un braccio di ferro tra me e loro.

Chi sono loro?

Sono i miei colleghi i topi da scrivania che non hanno mai fatto parte di un’azione operativa, sono “ dei senza pistola”, pure quella mi hanno ritirato, quando il capo ufficio mi ricevette, disse che ero stato fortunato che non mi avessero sbattuto fuori dall’arma dei carabinieri.

Non devo dare soddisfazione!”

Ma come dice un  vecchio detto “non tutti i mali vengono per nuocere”!

Un’occasione, un’incarico speciale sotto copertura, l’aiuto di un “diversamente giovane”, una donna dal carattere forte, un nemico/amico, una partita di droga in arrivo, una non prostituta:

” Dopo aver servito altri tavoli mi avvicinai

– Desiderate?

Si guardarono intorno

– Devi andar via!

Mi abbassai come se volessi pulire il tavolo

– Perché?

– Ci ha mandato il colonnello, ha fatto delle indagini, negli ultimi sei mesi sono sparite sei persone da qui.

Come? Che significa?

– Si vi porto subito qualcosa.

E partii per andare in cucina, come sono sparite sei persone e perché nessuno me l’ha detto?

Passai la comanda che mi ero inventato a Lana e rientrai

– Ecco!

Poi bisbigliando

– Isabella che storia è questa?

Non mi rispose lei, lo fece Enzo

– Quando ha confrontato la tua richiesta, ha chiesto spiegazioni ai gialli, c’è stata una discussione accesa, poi alla fine hanno dovuto ammettere che ne erano a conoscenza ma non avevano detto nulla.

– Il colonnello è preoccupato e ha mandato noi a prelevarti.

Disse Isabella

Posai i piatti e le bibite e senza dire una parola, passai ad un altro tavolo.

Si, certo era facile, potevo andarmene, ma poi?”

Nessuno l’ammette, ma si sa le donne hanno un sesto senso:

“Prendemmo il tram, faceva molto freddo, per riscaldarmi le mani, lei le prese tra le sue (fu un gesto spontaneo e non mi azzardai a ribellarmi, mi piaceva)  e così arrivammo al paese, facemmo una passeggiata quasi in silenzio, poi intirizziti dal freddo entrammo in un pub, era bello e riscaldato, ordinammo dei panini, mentre attendevamo

– Sai che questa è la prima volta da tre anni che metto piede in paese.

Non dissi nulla

– Si, ero con un ragazzo, molto geloso e non gli piaceva passeggiare come abbiamo fatto noi, quando gli proponevo un’uscita trovava sempre il modo dissuadermi, quando te l’ho proposto, non mi aspettavo che accettassi ma sono stata felice che l’hai fatto.

Era il mio turno

– Sono soli pochi giorni che ti conosco, ma ho imparato ad apprezzare i tuoi silenzi e ti posso assicurare che sono più rumorosi delle tue parole.

Abbassò la testa, schernendosi

– Era da tanto che desideravo uscire con una persona speciale, e tu lo sei.

Sbigottita, ero stato sincero

– Smettila! Mi fai arrossire.

– E perché? Adesso sto dicendo la verità!

Lei seria, mi guardò fisso negli occhi, ma come fanno? le donne! dico a capire quando c’è qualcosa che non va?

– Tu mi nascondi qualcosa!”

Ma come sempre accade, quando si incontra l’amore,  tutto si modifica, il destino ha ancora delle prove da fargli superare:

“Non vedevo l’ora di stare in ufficio da solo, appena ci riuscii,  mentre stavo fotocopiando le foto dei bigliettini, sentii fuori un fracasso, mi stavo alzando quando venne il mio vice

– Comandante, non vorrei disturbare, ma c’è una donna che chiede del comandante a gran voce, vuole sporgere denuncia.

Sorpreso

– Ma c’è l’ufficio denunce?

– Si, glielo ho detto, ma vuole parlare con il comandante.

Ero seccato, proprio in quel momento, non volevo, ma non potevo dire di no

– La faccia entrare.

Grande fu lo stupore di entrambi, quando vidi di chi si trattava, era Lana!

– Ma tu!

Sbiancò!

 Era rimasta a bocca aperta, mi alzai di scatto e la feci sedere, poi mi misi di fronte a lei

– Si, io Lana sono il nuovo comandante della stazione dei carabinieri, da oggi. Perché sei venuta?

Non rispondeva, strapazzava la borsa in mano, girava lo sguardo da un’altra parte, no, non poteva sapere quello che sentivo, dentro di me c’era un misto di rabbia e d’amore

– Ripeto, perché sei venuta?

Stavolta le avevo preso il viso e la stavo guardando negli occhi, non poteva abbassare lo sguardo

– Sono venuta per denunciare una persona di stalking.

Senza nessun stupore

– E chi sarebbe?

Lei mi guardò negli occhi

– Sei tu!

– Io?”

Ma non finisce qui!

Buona lettura

La finzione diventa realtà!

Una falsa identità, un lavoro certosino, un agente dell’FBI in incognito, un soggetto da contattare:

Prima parte – La finzione

(Promemoria sotto copertura – nome: Sara)

Il mio nome sarà Sara, da sette anni responsabile in un negozio di informatica progettazione e sviluppo, 32 anni, single, non per necessità ma per scelta almeno per il momento.

E già, per scelta!

Ma oggi, inizio ad avere dei dubbi, vivo da sola, fotografa paesaggistica per passione, lavoro con quattro uomini, due sposati, due single, uno troppo anziano e uno troppo giovane.

Spesso, mi capita di essere chiamata da amici e parenti, a fare delle foto per qualche evento, mi diverto molto, e non nascondo che ogni volta, penso inconsciamente  “forse questa è l’occasione giusta”, per conoscere qualcuno, che faccia al caso mio.

Esatto!

Perché con l’età si iniziano ad avere dei dubbi, sulla persona che si vorrebbe vicino, certo, non mi sono mancate le occasioni di incontrare qualcuno, ma le motivazioni non erano quelle che canonicamente si conosce, conoscenza, innamoramento, fidanzamento e matrimonio!

Oggi ci si incontra, uno sguardo d’intesa, una parola, si passa la giornata, e poi, qualche ora a letto, per poi:

– Ci vediamo in giro, ciao!

– Ciao.

Solo e soltanto desiderio occasionale e ormonale!

Surrogato dell’amore!”

Tutto pur di raggiungere, un risultato, anche inventarsi un’Agenzia fantasma:

“Agenzia fantasma

– Sei single?

– Vorresti una vita coniugale, ma ti fa paura?

– Hai coraggio?

– Sei temeraria?

Chiamaci!!”

Cosa vuol dire?”

Ma non aveva fatto i conti con il destino:

” Tutto doveva andare così, continuare senza cambiare!

Ma non era destino e la verità venne a galla.

 Seconda parte – La realtà!

(La scoperta – Sara – copertura saltata)

Ognuno di noi vorrebbe una seconda identità, quella nascosta, quella che nessuno conosce, ma lei, da questo momento, inizia a prendere coscienza che oltre al lavoro, c’è altro, ma ancora non ha realizzato:

Era troppo, pure per me, ero talmente accecata da quel sentimento per lui, che non mi ero accorta di nulla.

 E perché piangeva? Voleva dire che provava per me quello che provavo per lui?

E’ arrivò… l’Amore!

” Ho pregato tanto che mi richiamasse, ma nulla, diminuii ulteriormente i passi, e niente, arrivai alla macchina, niente, diedi un ultimo sguardo, era scomparso, come era scomparsa Sara dalla sua vita, ingranai la retromarcia, la stessa che avrei voluto in questa storia, forse se ci fossimo conosciuti in altro modo, forse!

Piangevo finalmente, le lacrime mi avevano appannato gli occhi, mi ero fermata appena possibile e stavo sfogando tutta la disperazione che avevo in corpo, quando l’ultima goccia uscì, lasciai la valle e tornai in città.

Quel giorno stesso, mentre stavo raccogliendo i miei effetti in ufficio, telefonai a Sofia e le racconta tutto, era incredula!”

Tutto sembrava finito, ma si sa, nella Vita non si può mai dire! Mai dire mai!

Troverete il romanzo sull’Ebook Store a solo 9.90 euro.

Buona lettura