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La vita digitale” e la “tragedia digitale”!

In principio fu la nascita del telefono senza fili, dicasi cellulare, una rivoluzione epocale!

Mastodontici telefoni cellulari gravitavano nelle nostre mani, batterie con scarsa autonomia, prezzi iperbolici che davano all’oggetto l’etichetta di “regalo prodigio” accessibile a pochi, la comodità di digitare un numero e di poterlo fare dalla strada, dall’auto o da un prato, di contattare la famiglia, l’amata, i figli in qualunque momento e da qualunque posto…tutto trasmetteva un senso di onnipotenza e fu… amore a prima vista!

In poco tempo, sono diventati sempre più piccoli e più maneggevoli, con schermi, fotocamera, orologio e computer e tanto altro ancora e, cosa più importante, con un costo alla portata di tutti!

Di pari passo, i computer e i televisori, da enormi “cascioni” iniziavano la loro miniaturizzazione e si appiattivano sempre di più, diventando digitali. Innovazioni che hanno cambiato la nostra vita!

Ma era solo l’inizio della “vita digitale” che talvolta si può trasformare in “tragedia digitale”!

Diventano indispensabili i gestori/padroni delle compagnie telefoniche, essi  sono i “timonieri” del passaggio da una “vita normale” ad una “vita digitale”, ”governano” (tramite la rete internet su abbonamenti dedicati con costi ballerini) le nostre case, le nostre auto, i nostri cellulari che “si parlano”, dialogano tra loro e ci consentono di ricercare, pagare, prelevare…

E qui inizia la “tragedia digitale”!

Quale? Quella più semplice e prevedibile:

  • le famose password, così numerose, senza le quali non è possibile attivare nulla, basta dimenticarle per bloccare tutto e far entrare nel panico anche le persone più controllate;
  • la rete digitale che dovrebbe funzionare alla perfezione con quella velocità e affidabilità sempre più pubblicizzate si interrompe al primo temporale o per non meglio identificati problemi alle centrali telefoniche.

E noi?

  • da titolari e possessori del “bene digitale” diventiamo loro “dipendenti”, costretti ad estenuanti telefonate agli “assistenti digitali” che pronunciano parole e frasi registrate, appesi ad un filo che non esiste più!!!

Tutto questo è inaccettabile!

E’ arrivato il momento di diventare “attori” e non “comparse” di noi stessi, di trasformare questa “tragedia digitale” in una “vita digitale” accettabile e a misura di utente pagante, ricorrendo anche ad un class action, se necessario e pretendere un risarcimento per i continui disservizi.

In tal modo i gestori potrebbero arrivare alla consapevolezza che interloquire con un “essere umano”, magari competente, senza estenuanti passaggi con “assistenti digitali” abbrevierebbe certamente i tempi, semplificherebbe la comunicazione rendendola più chiara ed efficace e, soprattutto, eliminerebbe la tentazione di ricorrere ad altro gestore nella speranza di maggiore e più puntuale assistenza.

Un gestore impegnato a fornire all’utente la certezza della riparazione di un  guasto nei tempi previsti dal contratto, che non  adduca  scuse per allungare l’attesa,  NON avrebbe bisogno di pagare costose campagne pubblicitarie per acquisire clienti!

Dunque non restiamo rassegnati ed immobili di fronte ai disservizi che bloccano la nostra” vita digitale”, è necessario vigilare per riconquistare anche questa vita e non vivere la vita sopportando tutto senza muovere un dito!

Gennaro Caparco

Sogni.

“Troppo spesso passiamo ore a

chiederci il perché delle cose

…sbagliamo…

le cose accadono e non hanno un

… perché!!”

Araldo Gennaro Caparco

Sogni.

“Che cos’è la delusione?

E’ quell’emozione

che

ti lascia l’amaro dentro

quando ti accorgi che la passione

i sogni e le energie non sono corrisposte da

“nessuno”!

Araldo Gennaro Caparco

Sogni.

“Qualunque fiore tu sia,
quando verrà il tuo tempo, sboccerai.
Prima di allora
una lunga e fredda notte potrà passare.
Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.
Perciò sii paziente verso quanto ti accade
e curati e amati
senza paragonarti
o voler essere un altro fiore,
perché non esiste fiore migliore di quello
che si apre nella pienezza di ciò che è.
E quando ciò accadrà,
potrai scoprire
che andavi sognando
di essere un fiore
che aveva da fiorire.”

DAISAKU IKEDA

Sogni.

….”Il coraggio si prende dai sogni che restano, nonostante quelli che muoiono. “…

Sogni.

“E se è tutto un sogno, che importa. Mi piace e voglio continuare a sognare.”

LUIS SEPÚLVEDA

I Nonni!

Penso che sia stato  importante istituzionalizzare la Festa dei Nonni, il 2 ottobre ( Giorno anche della festività religiosa degli “Angeli Custodi”) con la legge n. 159 del 31 luglio 2005; ben vengano queste piacevoli  “costrizioni”, magari inducono a piccole riflessioni  i numerosi componenti della società odierna, tutti protesi a “ottimizzare” il tempo, a monetizzarlo, ad eseguire attività  lavorative e a dimostrarsi forti, invincibili, mai in balìa dei sentimenti che, se ci sono, si tengono ben nascosti. Magari è un’occasione per soffermarsi a ricordarli ,riscoprirli e, per i più fortunati, a stare con loro!

I nonni sono anche “Angeli Custodi”, sono la memoria, le tradizioni, il passato, la saggezza e i loro consigli hanno plasmato la nostra vita, almeno per tutti quelli che, come me, hanno avuto la fortuna di condividere con loro molti anni. Sono presenti tutti i giorni nei nostri pensieri, con la loro presenza costante  ci hanno aiutato,  consigliato e l’eco del loro dire e del loro fare ci aiuta tutt’ora a superare  traversie, a scegliere le strade da percorrere,  a ragionare e riflettere su ciò che è bene e ciò che è male e a continuare a vivere!

Oggi sono felicemente nonno; si, è vero, sono stato fortunato,cerco di godere immergermi nel loro affetto e, per quello che posso, cerco di trasmettere sani principi, stando bene attento a non scalfire l’educazione dei genitori…! Guai!!!

Ma quanto è complicato farlo!!!

Tanto tempo fa esistevano i cortili dove abitavano intere famiglie ed era più facile avere rapporti continui tra nonni e nipoti; gli adulti erano lì presenti dopo aver svolto la loro vita lavorativa ed era una gioia poter veder crescere i nipoti, aiutarli e sostenerli, essere complici, raccontare delle storie e farli sognare, spesso diventando “mediatori” per chiedere il perdono per piccole marachelle giovanili.

Oggi, non è più così, dopo una “politica” fallimentare per la  famiglia, il lavoro, i giovani, dopo una crisi industriale che ha azzerato il boom economico degli anni ’70, abbiamo dovuto assistere ad una massiccia “migrazione” nazionale e internazionale; le famiglie sono distanti, per i più fortunati centinaia di chilometri, per gli altri anche migliaia di chilometri. Si è dovuto fare “di necessità virtù”  e convincersi che “ si va dove c’è il lavoro”, ma quanti sacrifici?

Sacrifici non solo personali e lavorativi di chi oggi ha il “coraggio” di far crescere una famiglia senza nessun supporto “esterno” e affettivo che ieri tanta tranquillità dava, ma anche dei nonni!

E già! Perché i nonni, ora come allora, vivono per i nipoti e soffrono la loro lontananza, contano i giorni per poter prendere un aereo, un treno e, per i più fortunati, una macchina per raggiungerli.

Diventano schegge che piombano nella quotidianità della famiglia cercando di stravolgerla il meno possibile pur sapendo di farlo, tentano di trasmettere ai cuccioli qualcosa, di  accontentarli e di fare il pieno d’amore nelle poche ore disponibili!,

E quando tornano a casa, iniziano a ricontare i giorni per ripartire!

Gennaro Caparco

Vivere sognando!

Si può vivere sognando? Certamente no!

Ma si può…

…sognare per vivere!

Perdersi e ritrovarsi, piangere e sorridere, vivere una Vita parallela, almeno nei sogni, dimenticarsi delle brutture quotidiane, dei rancori, delle invidie, relegare il tutto in un angolo della mente e come se magicamente in un attimo, in un millesimo di secondo, tutto dimenticato!

Vivere le emozioni, lasciarsi trasportare, sognare per vivere, ecco!

Non è facile!

Ma con tanto esercizio, con la buona volontà, la predisposizione, si può!

Non tutto è come ci vogliono far credere, manipolano la nostra Vita, concorrono a dirottarla, l’inquinano, creano ansia, dolore, commiserazione e noi, come pere secche, crediamo a tutto restando increduli.

Ridateci i sogni!

I sogni sono quelle cose che non hanno forma, non hanno sostanza, non si toccano, non si manipolano, sono i nostri pensieri positivi che creano il sogno.

Perchè?

Per aiutarci, sollevarci!

In quel Mondo, irreale, fantastico, ognuno è Re e Regina, ognuno cerca quello che è meglio, sognate amici e non vi fate corrompere, la Vita non è solo quella che ci ammanniscono, la Vita è reale e merita di essere vissuta

Ricordate che noi tutti ne abbiamo una sola e non vale la pena sprecarla, ma viverla anche con i sogni!

Gennaro Caparco

 

La vita “apparente”.

Oggi la nostra vita scorre molto più facilmente rispetto al passato, centinaia di persone sono in questo momento al lavoro per renderla sempre più “comoda” e risolvere i nostri problemi, non passa giorno che non nasca una “app” che ci facilita la vita e crea fama e ricchezza  (non sempre però…) agli inventori, programmatori, analisti, informatici, tecnici della matematica, sviluppatori di algoritmi.

Ma cos’è una “app”?

Le “app”, abbreviazione di “applicazione”, sono degli strumenti tecnologici, frutto di studio sul comportamento della società, delle persone e dei loro bisogni; vengono “progettate” per dare delle risposte “facilitando” la vita; troppo spesso, però, oltre a risparmiare fatica ci risparmiano anche l’uso dell’intelligenza, della fantasia e dei sogni che ognuno di noi ha.

Il campo di applicazione delle “app” spazia a trecentosessanta gradi, dal più piccolo problema quotidiano alle più complesse azioni che una società contorta come la nostra richiede ad un comune cittadino.

Per “godere” di questo aiuto serve “solo” un cellulare di ultima generazione!

Molte applicazioni sono “gratuite” (naturalmente solo perché sono programmate per carpire i gusti dell’utilizzatore finale da trasmettere alle aziende interessate a promuovere i loro prodotti), altre sono a pagamento, con canoni mensili o annuali di modeste proporzioni; in entrambi i casi siamo “accompagnati” a scegliere di offrire l’autorizzazione all’uso pressoché indiscriminato dei nostri dati.

Ma siamo proprio certi di avere bisogno di queste “app”?

Facilitano la vita a tutti oppure complicano la vita di coloro che vorrebbero essere liberi di usare canali e metodi tradizionali altrettanto validi e veloci? Sempre più spesso se ne impone l’uso senza alternativa!!!!

Stesso identico discorso è valido per i così detti “social”.

Come un minuscolo “tarlo” si sono insinuati nella nostra mente, nel vivere comune, nella nostra società, nel quotidiano, chi ne è fuori è emarginato, “al di fuori della società costituita”. Non è una questione di età, colpisce i giovani e li accomuna da lontano agli anziani (spesso vittime di una solitudine non voluta!) “pilotando” in modo subliminale gusti, tendenze, amicizie, politica, associazionismo, tendenze sessuali e acquisti online.

Diceva Molière :”Tutti i vizi, quando sono di moda, passano per virtù”…Peccato che tutto questo ci allontani dalla “realtà” non apparente, dai “valori tradizionali”, dai rapporti familiari e interpersonali. Il processo non è lento, anzi, è progressivamente veloce, ci stiamo “isolando mentalmente” senza battere ciglio facendo finta di non essere “consapevoli”.

La “tecnologia è progresso (nessuno lo mette in dubbio) ma è irreversibile, “galoppa” in modo incontrollato e di certo non si può fermare la “storia” delle innovazioni nel secondo millennio, ma “bisognerebbe” essere pronti a fare una “cernita” di queste “offerte tecnologiche” promuovendo “scelte consapevoli” utilizzando solo quelle necessarie, “educando” le giovani generazioni a fare altrettanto salvaguardando come priorità il rapporto visivo e verbale tra esseri umani!

Gennaro Caparco

Sogni.

“Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna… punito perché vede l’alba prima degli altri”

[Oscar Wilde]