Archivio mensile luglio 2022

1 Luglio 2022 – Il rumore del silenzio.

Descrizione

Leggi le prime pagine per entrare nel racconto e scegliere quello che preferisci.

Alle volte bisogna farsi del male, per stare bene.

Erano anni che aspettavo, forse troppi, ma prima di allora non c’era stata l’opportunità di fare qualcosa, ora si.

Era il momento!

Sono libero, finalmente, ma da dove iniziare?

A 35 anni, un matrimonio fallito alle spalle, un’unione nata dopo un tempo ragionevole per conoscersi, e poi dissolta, nel peggiore dei modi dopo tre anni.

Progetti, famiglia e figli, spariti in una sola frase:

“Non voglio stare con te, ti ho tradito e non voglio avere figli!”

Bello vero!

Sei più tre anni buttati nella fogna, quindi separazione e divorzio dopo un anno.

E ora?

Mesi di assoluta depressione, una realtà che prima non mi era conosciuta, tante e molte altre persone sono nel mio stesso stato.

Mangio e a letto, letto e mangio, è mancato poco che impazzissi.

L’unica ancora, l’unica cosa che mi è rimasta e quello “il borgo del rumore del silenzio”, come lo chiamo io, l’ho amato fin dalla fanciullezza, poi lo stop, la morte di colui che me l’aveva fatto amare, senza parlare, mio nonno.

Avevo sedici anni!

Poi la vita ha fatto il suo corso, la scuola, il diploma, la mini laurea, e tante altre cose mi avevano allontanato, ma ora, disoccupato con un fardello negativo notevole sulle spalle, avevo perso le speranze in qualcosa.

Poi, la possibilità di liquidare gli altri per quella proprietà, mi aveva acceso una luce, piccola, ma pur sempre una luce, nel buio totale dove stavo ricadendo.

Con parte dei miei risparmi, liquidai gli aventi diritto, e mi trasferii.

Molti allora mi hanno dato del pazzo, senza mai dirmelo, lasciavo la città per un villaggio, ma francamente non mi importava nulla.

Che parlassero!

Alle volte bisogna farsi del male, per stare bene.

Ed io, inconsciamente lo stavo facendo, mio padre, pace all’anima sua, in due anni dopo la pensione l’aveva ristrutturata, male, ma l’aveva fatto!

Purtroppo aveva trovato sul suo cammino, un truffatore di muratore che con il miraggio, di un pagamento rateale, aveva tenuto “in ostaggio” per cinque anni finanziariamente la mia famiglia.

Avesse fatto bene i lavori, lo avrei anche capito!

Ma non è stato così, con le scuse più improbabili, avallate da mia madre, che pur non riuscendo a capire il perché di alcuni lavori, dava sempre il suo consenso e mio padre accettava per amore di tranquillità, quell’imprenditore aveva fatto tanti errori e ora venivano a galla.

Mi ricordo la prima notte, non riuscii a dormire un minuto, ero seduto sulla sponda del letto, con il borsone ancora li, non aperto, la luce accesa e vestito com’ero arrivato, ero con la mia auto una  500 che aveva molti anni, ma era la mia fedele e unica compagna d’avventura.

Cosa pensavo?

Che forse gli altri avevano ragione, cosa ci facevo li?

Che cosa pensavo di fare?

Non lo sapevo!

Ma la disperazione dei mesi scorsi, aveva già fatto danni e ora non volevo che continuasse, qualsiasi cosa, ma l’avrei combattuta e vinta.

Per fortuna arrivò l’alba e come facevo con mio nonno, anni e anni addietro, chiusi la porta di casa e camminai, tanto, ma tanto, feci il giro dei terreni che una volta erano a mezzadria di mio nonno, toccavo la terra, ammiravo le culture, quei pochi che mi videro, non mi riconoscevano, ma poi quando dicevo chi ero e a quale famiglia appartenevo, mi lasciarono fare.

Quanti ricordi!

Ma si può vivere di ricordi?

Certo che no! Ma aiutano a vivere!…