17 febbraio 2020 – Quarta puntata: “Una seconda opportunità” di Araldo Gennaro Caparco

17 febbraio 2020 – Quarta puntata: “Una seconda opportunità” di Araldo Gennaro Caparco

17 febbraio 2020…

Quarta puntata: “Una seconda opportunità”.

…un mio nuovo “romanzo spontaneo sgrammaticato” in diretta web ogni settimana, cinque pagine da condividere con voi!!

Prossima puntata il 24 febbraio 2020.

Araldo Gennaro Caparco

…- Vieni da me, momentaneamente puoi alloggiare sopra la trattoria.
E così fu, mi propose di lavorare in cucina e assumere Liam, da allora eravamo in pianta stabile in cucina in attesa del risarcimento dell’assicurazione, volle pagarmi settimanalmente e non volevo accettare quei soldi, ma alla fine vinse lei e ogni volta, al momento della paga, sottraevo una parte della somma e gliela consegnavo
– Questo è per la stanzetta di sopra.
Facevamo storie ogni volta, ma alla fine le davo un bacio in fronte e le infilavo in tasca i soldi
– Ti sarò grato per sempre, grazie!
Entrai nella sala, sapevo già dove si era posizionato, vicino alla cassa c’era un tavolino per due persone e Nico ne prendeva possesso pur di stare vicino a Rosa indaffarata, quando mi vide
– Allora le è piaciuta la rosa?
Pendeva dalle mie labbra, sorrisi
– Ma quando ti decidi? Tu scapolo impenitente, lei una bella vedova, c’è qualcosa tra di voi, ma tocca a te il primo passo.
Abbassò la testa
– Ci vuole coraggio!
C’era tanta tristezza in quelle parole, dovevo distrarlo
– Allora, perché sei venuto…
Alzò la testa
-…solo per Rosa o…
Solo nel sentire il suo nome si illuminò
– No, sono venuto a darti una bella notizia…e poi… anche per lei.
Abbassò la voce perché Rosa era apparsa
– L’assicurazione mi ha telefonato, hanno accettato il risarcimento…
Sgranai gli occhi
– Davvero?
– Si!
– Ma mi avevi detto che ci volevano mesi?
Sorrise
– E’ vero, ma qualcuno ti ha dato una mano…
Ero sul punto di parlare ma seguendo il suo sguardo mi accorsi che guardava dietro alle mie spalle, mi girai e con meraviglia vidi quell’uomo dei servizi segreti italiani a cui avevo dato il trolley, ero sorpreso e preoccupato contemporaneamente
Nico
– Ti presento il capitano…
A bassa voce
– Ci siamo già conosciuti!
Quell’uomo incuteva un certo timore, aveva un’aria diversa, sottovoce disse
– Non c’è un posto dove possiamo parlare con tranquillità?
In quel momento passò Rosa vicino
– Vai di sopra, non ti preoccupare, se ho bisogno di te, ti chiamo!
Ci ritrovammo tutti e tre in una stanzetta minuscola, Nico si sedette sul letto, Giosef, così si chiamava il capitano sull’unica poltroncina presente e io a terra tra loro due
Nico
– Quando sono stato chiamato stamattina dall’assicurazione, non riuscivo a crederci, ti è stato riconosciuto il risarcimento sulla polizza per furto e incendio che avevi sottoscritto senza nessuna decurtazione, sorpreso ho chiesto come mai tutto si era risolto in breve tempo visto che mi avevano detto che ci volevano almeno sei mesi, hanno risposto che dovevi ringraziare una persona che aveva accelerato il tutto…
Senza parole mi girai e Giosef, guardandomi e sorridendo
– Posso darti del tu? Non sono stato io Rino ad accelerare la pratica, ma il mio superiore il Generale Caprì!
Sorpreso
– Certo, che puoi darmi del tu!
Feci una pausa, non avevo più saliva
– Come mai, il generale si è interessato alla mia causa?
Divenne serio
– Il generale si è convinto della tua estraneità anche dopo aver avuto un colloquio con il suo omologo negli Stati Uniti…
Ero colpito, con aria di complicità
-… non potrei raccontarti quello che sto per dirti, ma penso che sia opportuno, anche perché sono messaggero di una persona che tu hai seguito e accudito per tanto tempo…
E si fermò, scattai in piedi
– Ivvy?
Mi guardò e annuì, facendomi segno di sedermi
– Ditemi!
Ero in attesa, con il fiato sospeso
– Alla fine te lo dirò, ma adesso mi devi ascoltare e devi essere sincero con me, quello che sto per rivelarti è coperto dalla massima segretezza e non mi è stata data l’autorizzazione a farlo, non dovrai raccontare a nessuno quello che è accaduto, si è stato il mio superiore ad inviarmi dopo la telefonata del signor Nico per ringraziarmi, a lui ho accennato che volevo incontrarti e si è reso disponibile per stasera.
Guardai Nico, ero arrossito
– Non potevo fare altrimenti!
Giosef abbassò ancora di più la voce avvicinandosi a noi due con la poltroncina
– Siamo stati noi che abbiamo prelevato su sua richiesta Ivvy dall’ospedale…
Sbigottito
– Cosa?
-…devi sapere che ogni agente operativo dei servizi segreti ha con se un numero di telefono per l’emergenza…
Mi guardò fisso, abbassai la testa rosso come un peperone
-… eravamo stati allertati da lei con una telefonata alla sala operativa in Corea, prontamente smistata per competenza qui in Italia, è bastato un controllo veloce sulla base del suo numero di matricola e dello Stato da cui proveniva per darci la certezza che era in pericolo, sono stato proprio io a contattarla travestito da medico e la mattina successiva avevamo già organizzato la sua fuga…
Stavo per scoppiare
-Ma dove l’avete portata e poi quale pericolo stava correndo, perché non mi ha contattato immediatamente, non capisco…
– L’abbiamo scortata in aeroporto, lì era attesa da un aereo militare che l’ha portata via, la sua destinazione non la conosco, ma l’equipaggio era americano e proveniva dalla base NATO di stanza a Genova…
Oddio negli Stati Uniti! Ecco quello che pensavo sempre più sbalordito, evidentemente la mia espressione non era sfuggita a Giosef
– Si, forse negli Stati Uniti, quello che posso assicurarti, era in pericolo di vita, ha detto che si era risvegliata completamente da due giorni, mi ha parlato di te e ti abbiamo fatto seguire immediatamente da un nostro agente per proteggerti, aveva scoperto un esponente dei servizi segreti americani in Italia che stava facendo il doppio gioco per denaro ed era in contatto con dei compratori orientali per cedere un progetto americano di un aereo militare invisibile ai radar e aveva avvertito i suoi superiori. Aveva le prove ed era l’unica testimone e di certo non le avrebbe permesso di rimanere in vita non appena avesse saputo del suo risveglio, poi mi ha chiesto di recuperare il suo trolley e di farlo arrivare ai suoi superiori…
Ero in difficoltà
-…ha aggiunto “C’è stata una persona vicina a me tutti questi giorni, non potrò salutarla, ma vi prego di dargli questo, ringraziatelo da parte mia, lui non sa nulla di me ma mi ha aiutato come solo una persona di famiglia poteva farlo, sarà sempre nel mio cuore”.
Arrossii all’inverosimile e Giosef mise una mano in tasca e prese un foglietto porgendolo, stentavo a prenderlo, l’emozione era a mille, il mio cuore batteva come non mai, vedevo solo la sua mano e quel foglietto rosa, alla fine riuscii a superare la tensione e lo presi, mi girai di spalle e lo aprii, le dita tremavano
“Love, California Dreamin”
Non capivo, era la mia canzone preferita, quella che le facevo ascoltare tutte le volte che portavo le registrazioni delle canzoni arrangiate a modo nostro, quando eravamo una band musicale, cosa aveva voluto dirmi? Rimasi interdetto con il foglietto in mano, Nico riuscì a leggerlo, ma non disse una parola, Giosef
– Non so cosa ha voluto dire, ma certamente era un messaggio importante, tremava quando me lo ha dato e poi è partita ringraziandomi!
Ero distrutto!
Ma la voce di Giosef mi risvegliò
– Noto con stupore che non hai battuto ciglio quando ti ho detto che era un’agente segreto, aveva ragione il generale, quando mi ha detto di venire…
Dritto nei miei occhi
– …Rino se sai qualcosa o meglio se hai qualcosa che non ti appartiene, devi essere sincero adesso con me, ti ho raccontato tutto, nel trolley non abbiamo trovato nulla di interessante, ma lei ci ha tenuto a dirmi che aveva delle prove e le teneva nascoste, allora?
E tutti i nodi vengono al pettine!
Dovevo fidarmi, cosa avevo da perdere, nulla! Ivvy/Robin era andata via e questo mi aveva lasciato senza forze, non potevo certamente tenere con me ancora quelle cose che avevo trovato
– Grazie per il messaggio di Ivvy, si è vero, per un caso fortuito, cercando delle camicie da notte da portare in ospedale, ho trovato qualcosa…
Mi fermai, Giosef era attentissimo …non ero proprio certo di far bene, ma non avevo altra scelta, quelle due cose per me erano importanti, erano la prova che non avevo sognato, era la prova che veramente avevo incontrato un angelo ed ero rimasto colpito fino nel profondo del cuore e separarmene era come strapparmi un ricordo caro, Giosef aspettava pazientemente, ma si vedeva da lontano che era sulle spine, guardai Nico
– Puoi farmi una cortesia?
Nico immediatamente
– Certo!
– Puoi chiedere a Rosa di salire sopra?
Non smisi nemmeno di parlare, era già sceso per le scale, ora eravamo solo noi due
– Perché l’hai nascoste?
Era Giosef
– Non lo so…
E raccontai tutto quello che avevo fatto, terminando
– …avevo paura che qualcuno entrasse nel mio camper e solo per prudenza le avevo messe al sicuro.
In quel momento salì Rosa
– Dimmi Rino, che succede?
Era preoccupata per me, la tranquillizzai
– Non è successo nulla Rosa, vorrei solo, se puoi prendere quel pacchetto che ti ho fatto arrivare tramite Liam.
Vidi il suo sguardo posarsi su Giosef
– Tranquilla, è un capitano dei servizi segreti, ma non è venuto per portarmi via.
Scortata da Nico scese per nulla imbarazzata dalla presenza di quell’uomo con lei e risalì dopo poco
– Ecco!

…segue…la quinta puntata il 24 febbraio 2020…buona lettura.

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