Archivio mensile giugno 2019

Riflessioni/Sogni

“Vanità e orgoglio sono cose molto diverse, benché le due parole siano spesse usate come sinonimi.

Si può essere orgogliosi senza essere vanitosi.

L’orgoglio si riferisce più all’opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità a quella che si vorrebbe che gli altri avessero di noi”

Vanity and pride are different things, though the words are often used synonymously. A person may be proud without being vain. Pride relates more to our opinion of ourselves, vanity to what we would have others think of us.

Jane Austen

La scelta!

La Vita si “vive” o si “indossa”? Noi tutti, stiamo vivendo la nostra “Vita” o la stiamo “indossando”?

Certamente tutti pensiamo di viverla, pensiamo sia giusta così com’è ed è raro che ci chiediamo se stiamo veramente vivendo la nostra Vita… o… stiamo indossandone, una, per compiacere chi della sua vita ne fa veramente ciò che desidera anche schiacciando e annullando altri !?!

Il “far piacere” agli altri, si impara dalla fanciullezza “Se mi accompagni, ti voglio ancora più bene…”, e noi eseguiamo ciò che ci viene chiesto per essere gratificati.

Poi c’è il passaggio da casa a scuola e qui iniziano i primi seri problemi; “relazionarsi con gli altri”, “confrontarsi con gli altri”, sembra semplice, vero?

Ma non è così!

O almeno non lo è per la maggior parte delle persone, quelle che sono cresciute timide, educate, altruiste, rispettose… solo che non lo diciamo, seguiamo l’onda pur di trovare uno spazio con chi “domina” il campo, cerchiamo di comportarci come loro, anche se spesso, molto spesso,  non ci riconosciamo  (frutto di un educazione familiare diversa, di un contesto sociale diverso!) ma ci “sacrifichiamo” solo per essere “accettati”, vestiamo come loro, parliamo come loro, imprechiamo come loro, diamo spazio a loro e ai loro desideri!!

No, non stiamo vivendo la nostra Vita ma è la vita che fa piacere agli altri: compagni, compagne, maestre, professori, parenti…e altri!!!

Nei vari passi successivi, la pubertà, l’università, l’innamoramento, i matrimoni, la famiglia, i figli, i nipoti, tutto diventa più difficile e gravoso.

Con un minimo di maturità, iniziamo a porgerci delle domande, ma è tardi, è troppo tardi, purtroppo!

Ci siamo impegnati per gratificare tutti, nessuno escluso, ma fino ad oggi, chi ha gratificato noi?

Nemmeno noi stessi!

La Vita non deve essere “vissuta” in questo modo, deve essere “indossata” come un vestito, ma è la nostra Vita e non quella degli “altri” che deve essere indossata! Deve essere portata con “dignità e carattere” fieri di indossarla, non permettiamo agli “altri” di ridurre il nostro “vestito” in brandelli, non è giusto che la nostra esistenza si riduca a trainare un macigno (non desiderato) per dare spazio ai desideri altrui, dobbiamo essere contenti di quelli che siamo, nel bene e nel male e (perché no!?!) anche saper chiedere qualcosa per noi: rispetto per il “lavoro” fatto, per l’esperienza e l’amore profuso, quel rispetto che è scomparso con l’abbattimento di quei “paletti” che una volta ergevano la buona educazione e la fede!

Gennaro Caparco

Sogni.

Trova tempo

Trova tempo per lavorare: è il prezzo del successo.
Trova tempo per pensare: è la fonte del potere.
Trova tempo per giocare: è il segreto dell’eterna giovinezza.
Trova tempo per leggere: è il fondamento della saggezza.
Trova tempo per l’amicizia: è la strada della felicità.
Trova tempo per sognare: è attaccare il tuo carro ad una stella.
Trova tempo per amare ed essere amato: è il privilegio degli dèi.
Trova tempo per aiutare gli altri: la giornata è troppo breve per essere avari.
Trova tempo per ridere: è la musica dell’anima.

(Irlanda)