Emozioni, riflessioni: “Insoddisfazione”.

Emozioni, riflessioni: “Insoddisfazione”.

In questi giorni in televisione scorrono le immagini di persone afflitte da gravi malattie, medici, giornalisti, attori, cantanti fanno a gara per “invitare” le persone a partecipare contribuendo per una giusta causa: l’aiuto alla ricerca.

E’ cosa buona e giusta!

Ci intristiamo a vedere bambini affetti da malattia non ancora “catalogate”, gioiamo nell’ascoltare storie di giovani che ce l’hanno fatta, non si contano i quadri delle statistiche dove vengono riportati i gravi problemi che affliggono l’ambiente e la nostra Terra.

E’ Natale e tutto siamo più buoni, la ricerca ha bisogno del nostro aiuto, molti rispondono all’appello, la cifra aumenta  e intimamente siamo contenti.

Ma… non basta!

C’è sempre un “ma” nella nostra vita,  direttamente proporzionale in me cresce la rabbia, l’insoddisfazione di essere “impotente”, vivo nella “Terra dei fuochi” dove per la ricchezza di pochi siamo stati “avvelenati” per anni e mai fermati da qualcuno, non passa giorno quando siedo a tavola che non mi domando se quello che sto per mangiare non sia inquinato, quando piove invece di ringraziare guardo la mia auto o i panni stesi ad asciugare ricoperti di piccole particelle oleose, esco di casa e quando c’è vento, non c’è nell’aria la pulizia atmosferica ma la “puzza” di chissà quale rogo acceso in qualche discarica.

No, non bastano le sollecitazioni televisive di questi giorni a ricordare che bisogna fermare lo scempio di tutti i giorni; abbiamo perso il senso della realtà, si vive l’attimo, ci stiamo abituando ad avere notizia di persone decedute per un brutto male e a nascondere la nostra preoccupazione e l’intima paura che potrebbe capitare anche a noi!

Lo Stato dovrebbe essere una famiglia, dovrebbe tutelarci, noi dovremmo tutelarci perché lo Stato siamo noi! Purtroppo siamo presi da tante altre cose e ce ne dimentichiamo troppo spesso, facendoci ancora del male!

 

Gennaro Caparco

 

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